La nazionale italiana maschile di futsal batte la Polonia e si rimette in corsa per il secondo posto nel girone. Prossimo avversario? I temibili magiari di Kocsis, Hidegkuti e Puskás. Ah no, scusate: la temibile Ungheria che occupa il 32° posto del ranking mondiale e che non si qualificava per l’Europeo di futsal dal 2016.
Già, quel 2016 a cui risale anche l’ultima vittoria degli azzurri nella fase finale di una manifestazione continentale. Anche allora la vittoria arrivò contro un altro temibile avversario: la Cechia. Digiuno decennale interrotto dai quattro gol contro la Polonia.
Vittoria azzurra maturata grazie anche alla tecnica e all’esperienza di giocatori come De Oliveira, Calderolli, Motta. Ricordo un allenatore, uno di quelli anche “special”, apostrofare uno dei precedenti CT perché di oriundi ne portava cinque. Ora che ce ne sono anche di più, nessun commento? Lo ribadisco per quelli che amano confondersi: il regolamento consente di portare giocatori oriundi, quindi ogni vantaggio competitivo è un buon vantaggio. Non raccontateci però dell’autarchico valore del futsal tricolore.

È già possibile trarre un bilancio positivo da questa avventura continentale della nazionale italiana maschile di futsal: ha interrotto il digiuno di vittorie che durava da dieci anni. Di per sé è un risultato. Non uno che personalmente sventolerei ai quattro venti, anche se quei venti non sono “forza 4”. Che poi a me forza quattro ricorda quel gioco da tavolo astratto. Sì, si chiamano così.
Se la vittoria contro la Polonia viene definita “coriacea” – quindi di una certa consistenza – ed è necessario essere coriacei per battere i figli di Solidarność, forse qualche perplessità sulla fattuale competitività degli azzurri andrebbe sollevata. Perché se per battere la Polonia è necessaria una grande partita, forse non siamo “belli e bravi” come ci raccontano gli organi di partito.
Ora pronti a celebrare la storica qualificazione. Gli indomiti azzurri piegheranno i solidissimi magiari con una partita tutta sudore e abnegazione. Getteranno il cuore oltre l’ostacolo e scriveranno una pagina di storia, simbolo di un movimento in crescita, in espansione, seguito da tutti gli italiani da casa.
Ho dimenticato qualcosa?
Nota a margine
La Polonia si è affermata come uno dei centri più dinamici dell’esport europeo, grazie a un sostegno istituzionale solido, alla fama internazionale dell’Intel Extreme Masters di Katowice e a una comunità estremamente attiva su titoli come Counter-Strike 2, League of Legends e FIFA. Il settore ha raggiunto un alto livello di professionalizzazione, sostenuto da realtà strutturate come la Esports Association con sede proprio a Katowice, e gode di un riconoscimento ufficiale come disciplina sportiva.

