Ancorati allo Stesso Triste finale

Eccomi qui, dopo un girone d’andata che ci accompagna un compagno di viaggio indesiderato: la sensazione che l’obiettivo sia andato. All’inizio, però, sembrava un copione diverso dall’anno scorso. La vittoria alla prima di campionato aveva fatto sperare in un cambio di registro, ma nelle quattro partite successive – tra campionato e coppa – sono tornate quelle sensazioni che abbiamo provato troppe volte: sconfitte, pareggi che sanno di sconfitta, obiettivi che ci sfuggono di mano ancora una volta.

Quando fai fatica a ottenere risultati, a un certo punto bisogna prendere decisioni necessarie a darci una scossa. È arrivata così la separazione consensuale con mister Pasquale, che ha lavorato sodo per soddisfare le nostre aspettative, ma i risultati non gli hanno dato ragione. Si è scelto allora di affidare la squadra a uno che sa come entrare nella testa dei giocatori: mister Francesco Castellana.

Il primo passo era sbloccarci, ritrovare quella sensazione – e soprattutto quella parola – che ci mancava: vittoria. Castellana è molto metodico negli allenamenti, studia ogni dettaglio fino all’ultimo centimetro, e quando un esercizio non riesce non mancano le incazzature. Ma è proprio questo che ha restituito ai giocatori la forza e le energie che mancavano a tutti noi.

A Ostuni è iniziato un nuovo cammino. Ogni pre-gara, il mister ci fa un discorso per dare forza e animo, e quando non può essere presente per motivi di lavoro, affida tutto a Simone, le cui parole vengono recepite e si vedono in campo. Ecco che torna quella sensazione di vedere vincere, e con continuità. Il distacco dal primo posto, però, sembra non accorciarsi mai. Dobbiamo fare il nostro, lo sappiamo, ma ci vorrebbe anche un aiuto inaspettato.

Mi sono rimaste impresse le parole del mister prima della trasferta di Mesagne: “Ho accettato questo incarico per ricambiare Martino. Ho visto i sacrifici che ha fatto per seguire il figlio in tutta Italia, e voglio ricambiarlo.” Parole che pesano.

Nel gruppo squadra non mancano certo focacce e birre, ma soprattutto momenti di risate: Marco R., secondo me hai un futuro da attore; Luigi C. che ci ricorda che anche da adulti si può tornare adolescenti per un po’ e la vita diventa più leggera; Ciccetto, con il suo dialetto martinese che ci fa sbellicare dalle risate. L’ambiente e l’umore sono cambiati. La voglia di cambiare la storia anche. E per far sì che la vittoria arrivi, dobbiamo continuare così.

Poi è arrivata la partita cruciale contro la capolista di ieri. Purtroppo non è andata come speravamo, nonostante tutto quello che abbiamo dato. Delusione e consapevolezza che per la vittoria del campionato ormai è andata. Ci aspettano i playoff, che per forza di cose dovremo affrontare, e potrebbe ancora non bastare per salire.

E la U19? Come primo anno è fatta di alti e bassi, ma ci sta: è un gruppo al primo anno, allenato intensamente da mister Gianvito. Alcuni di questi ragazzi hanno avuto la fortuna non solo di allenarsi con la prima squadra, ma anche di essere protagonisti nelle partite. Un serbatoio utile da cui attingere per il futuro, ma soprattutto per il presente.

Io posso dire che anche quest’anno sto vivendo intensamente da fuori, a dare sostegno. Ma il mio sogno nel cassetto rimane intatto: giocare almeno una partita, per poter essere felice con me stesso. Niente di più.

Posso dire di essere fortunato a far parte di questo gruppo. E a prescindere da come vada a finire, non lo cambierei per nulla al mondo.

Total
0
Shares
Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Related Posts