C’eravamo tanto amati è un film del 1974, diretto da Ettore Scola e considerato da molti il suo capolavoro. Nel cast: Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefania Sandrelli, Stefano Satta Flores, Giovanna Ralli e Aldo Fabrizi. È anche un omaggio a Vittorio De Sica, scomparso durante la lavorazione del film. Così, per precisione.
Probabilmente “s’erano tanto amati” anche Vincenzo Tuccillo e Fulvio Colini. Quella che doveva essere l’alba di una nuova era, il preludio a un grande amore sportivo, si è trasformata in una volata di stracci. Stracci bagnati, forse, più di lacrime che di sudore.
Una nota prima di tutto: felici per la salute del patron del Genzano, tornato ai suoi affetti dopo una degenza ospedaliera.
Detto questo, eccolo scagliarsi — con un post sui social — non tanto contro l’allenatore Fulvio Colini, quanto contro la persona. Vi lascio alla lettura del post per qualche istante.

Rieccoci.
Un amore tradito, finito in mano all’avvocato. Una questione di soldi. Ma non solo. Ecco uno dei passaggi:
“…è conferma di tutti quelli che dicono di te il mondo del futsal.. puoi aver vinto tutto , ma nella vita sei un perdente e un infame , per quello stai sempre da solo ……”.
Tralasciamo grammatica e sintassi: questo è dissing, nella sua accezione più radicale.
Il patron del Genzano lo si potrebbe definire “vulcanico”: un Gaucci con una forma fisica migliore. Non è uno che te le manda a dire e, nella passata stagione, è stata memorabile la “beef” con il presidente del Padova.
Colini, dal canto suo, ha alle spalle divorzi sportivi spesso traumatici: Pescara, Pesaro, Napoli. E due di quei tre divorzi hanno coinciso con il dissolversi della compagine ai massimi livelli.
La replica — nemmeno troppo velata — dell’ex allenatore dei laziali non si è fatta attendere.

Potremmo anche non essere del tutto certi che la deiezione descritta nel post fosse un’allegoria riferita all’ex datore di lavoro. Ma si potrebbe chiosare che è difficile “star lontano dalla merda” quando a quella merda corrisponde un compenso lauto. Molto lauto, per categoria e disciplina.
Il “Fulvio Nazionale” non è nuovo a uscite social di questo tipo. Ecco, ad esempio, come salutò O’Magico quando lasciò Genzano dopo una parentesi breve e poco gloriosa.

Ora, probabilmente, toccherà a lui trovare una nuova occupazione. Oppure — come consigliato dal suo ex patron — godersi la pensione.

