Il launch della stagione di Formula 1 si accende giovedì sera con un evento di Red Bull a Detroit, ma non vedremo ancora l’auto 2026 della scuderia: si tratterà di una semplice rivelazione della livrea. Il backstage è però già intriso di curiosità: il primo test a porte chiuse di Barcellona ha polarizzato l’attenzione, e ora iniziano a emergere i primi indizi su come saranno le monoposto 2026, anche se l’approfondimento completo arriverà soltanto con immagini più nitide delle vetture vere.
Ritorna lo “shark fin”
L’obiettivo delle nuove regole aerodinamiche è stato quello di rendere le auto più efficienti in ventilazione, favorendo un flusso d’aria più lineare. In questo contesto è tornata la shark fin, la pinna dorsale che spunta sopra la copertura del motore. Le pinne anteriormente ampie sono state vietate nel 2018 per motivi estetici e di commercialità, ma una versione più contenuta può ora essere ammessa grazie alle nuove norme che consentono una fin più sobria. L’auto Audi mostrata al shakedown ha fornito il primo assaggio della versione raffinata di questa fin.
La ripresa del rake
Le monoposto 2026 avranno meno effetto suolo rispetto alla generazione precedente, il che implica un’altezza da terra maggiore e un ritorno a un rake (inclinazione) più pronunciato, stile degli anni precedenti al 2022. Il modello di shakedown Audi, pur essendo una versione basilare, suggerisce una carrozzeria leggermente alta e una evidente tendenza al rake, segnando una direzione che potrebbe essere seguita da altri team.

Naso più alto: un’opzione praticabile
Anche se la vettura Audi del shakedown era equipaggiata da componenti aerodinamiche essenziali, alcuni dettagli del davanti indicano la possibile ripresa di nasi rialzati. Un naso più alto facilita un flusso d’aria migliore sotto la vettura, una direttiva che la nuova normativa 2026 incoraggia, soprattutto se i cockpit si spostano un po’ più avanti rispetto al passato. Audi sembra aver esplorato questa strada, e altre squadre potrebbero seguirne l’esempio.
Coperture ruota sparite
Nell’ambito degli sforzi di riduzione del wake a partire dalle regole 2022-25, le coperture delle ruote erano obbligatorie per limitare l’aria turbulenta proveniente dai cerchioni. Sebbene contribuivano a benefici aerodinamici, sono state eliminate per il 2026 per alleggerire le vetture. Inoltre, la F1 ha riaperto la possibilità di scegliere fornitori di ruote, abbandonando i ruoli fissi del passato. Un’immagine Audi dal shakedown mostra chiaramente come le ruote del 2026 possano avere un aspetto diverso.
Doppio pushrod tra frontale e posteriore
Le auto di punta della precedente era regolamentare avevano una preferenza per la sospensione a pull-rod (frontale), scelta per una migliore distribuzione del peso e gestione dell’ammortizzazione. Con una piattaforma completamente nuova per il 2026, si è discusso di una possibile rinascita del pushrod anteriore, già preferito al posteriore. Questo potrebbe funzionare meglio con il nuovo regime di flusso d’aria proveniente dall’ala anteriore e con l’interazione con i sidepod e il pavimento. I ritagli Audi suggeriscono una sospensione pushrod sia anteriore sia posteriore, una tendenza che potrebbe diffondersi.
Revisioni al posteriore
È noto che i diffusers delle auto 2026 saranno più semplici e offriranno guadagni di prestazione molto inferiori rispetto al vecchio set di regole. Un’immagine di Audi durante una sosta ai box mostra canali più stretti e nuove fences del pavimento che le squadre cercheranno di sfruttare. È meno chiaro, però, come i sidepod si interfaccino con la parte posteriore: l’Audi mostrata a Barcellona suggeriva un frontale leggermente sporgente con un ingresso ridotto e una sezione centrale alta, suggerendo un leggero downswept piuttosto che un design aggressivo. Potrebbe però esserci un grande undercut per creare flusso d’aria direzionato intorno alla sospensione e all’ala posteriore.

Imparare dal primo sguardo
- Il ritorno della shark fin rassicura sull’efficienza del flusso d’aria lungo la vettura, pur in una versione meno vistosa.
- Il rake più pronunciato e l’altezza maggiore indicano una filosofia di bilanciamento tra peso, gestione delle vibrazioni e reazione dinamica dell’auto al flusso d’aria incrociato con il pavimento.
- Nasi rialzati aprono a nuove possibilità di raffreddamento e gestione dello spazio cockpit, favorendo curve di flusso più ordinate.
- Le coperture ruota non saranno più una costrizione, quindi le squadre hanno più libertà di scelta e di ottimizzazione della massa.
- La sospensione frontale potrebbe spostarsi verso il pushrod, con benefici di peso e integrazione aerodinamica, in linea con la nuova aerodinamica frontale.
- Il posteriore resta una sfida: i dettagli della nuova anatomia del diffusore e delle pareti laterali possono cambiare significativamente la gestione del wake e l’efficacia dell’ala posteriore.
Perché questo conta
Queste tendenze segnano una transizione tecnologica cruciale per il 2026: meno dipendenza da discipline aerodinamiche pesanti, maggiore attenzione al contenimento del peso e a un flusso d’aria più controllato attorno al veicolo. In pratica, le squadre puntano a una vettura che sia agile, relativamente leggera e capace di rispondere rapidamente ai cambiamenti delle condizioni di pista, con un occhio alla gestione del ritmo gara e alle strategie di pit stop.