I bene informati…

Sono quegli elementi che ti permettono di trasformare un solo post in due. Per poter domani scrivere un immarcescibile “come vi avevamo anticipato…”. Quelle voci che si spacciano per indiscrezioni nel calcio a 5, soprattutto femminile, non sono altro che informazioni sicure e concrete, che per pavidità e per supposta furbizia vengono descritte come “indiscrezioni”.

Eppure, per sua natura, l’indiscrezione è: comportamento contrario alle altrui esigenze di delicatezza o riservatezza; indelicatezza, invadenza. Sappiamo però bene che lo scopo dell’indiscrezione è spezzare in due quello che potrebbe essere un solo contenuto.

Pare che i ben informati, forse riconducibili a una singola fonte, paventino il possibile ritiro di una squadra di Serie B di futsal femminile. La seconda divisione nazionale. Il futsal femminile è in salute vero? Non importa quale sia il nome della squadra: è una squadra.

A metà stagione si dismette l’organico e si chiude. E come gridava quel titolo, sul CorSport a pagamento: “Futsal, l’anno parte con il botto”. Perfetto. Non sono sicuro che sia davvero il botto quello di due squadre nazionali che chiudono nelle prime due settimane della stagione. Ma un botto è un botto…

Sì, è una disciplina in crescita, di abbandoni (cit.).

Anche un solo abbandono dovrebbe essere già un dramma, quantomeno sportivo. Il futsal è abituato alle squadre che scompaiono, e spesso si tende a trattare questi eventi come normali, da raccontare con lo stesso tono di chi annuncia l’arrivo di Tizio come nuovo rinforzo dell’Atletico Real River C5.

La narrativa dello sport emergente si scontra, però, con la realtà dei palazzetti: tensostrutture, strutture prese in prestito da altri sport, spalti vuoti, squadre di seconda divisione che prendono 23 gol perché in campo ci sono ragazzini contro atleti maturi. Squadre femminili che scompaiono al primo starnuto, e in inverno in Italia si starnutisce molto.

Per una strana connessione di neuroni questa sembra una di quelle dark, cruel fairy tales che trovi in “It’s Ok Not to Be Ok.” Forse perché continuo a sperare che questa disciplina e le persone che la animano imparino proprio dal titolo di quel k-drama. Ma si sa chi vive di speranze… muore disperato.

Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.