L’Arabia Saudita Punta 38 Miliardi sui Videogiochi: La Nuova Capitale Mondiale degli Esports


L’Arabia Saudita sta trasformando il deserto in un impero digitale. Con un investimento monstre di 38 miliardi di dollari nel settore videoludico, il regno guidato dal principe ereditario Mohammed bin Salman vuole diventare la nuova capitale mondiale del gaming e degli esports entro il 2030. Ma dietro questa ambizione si nascondono strategie geopolitiche complesse e non poche controversie.​

Perché l’Arabia Saudita Investe nei Videogiochi?

Vision 2030 e la Diversificazione Economica

Il piano è ridurre la dipendenza dal petrolio e costruire un’economia diversificata. La strategia nazionale per gaming ed esports, promossa personalmente dal principe Mohammed bin Salman (appassionato di Call of Duty, come riportato da Bloomberg), punta a sviluppare 30 videogiochi di livello mondiale entro il 2030.​

L’Arabia Saudita conta già 23,5 milioni di gamer, circa il 67% della popolazione, e quasi 1.000 professionisti esports a tempo pieno. Il mercato degli esports saudita è cresciuto del 19% nel 2024 rispetto all’anno precedente, e potrebbe aggiungere 50 miliardi di riyal (circa 13 miliardi di euro) al PIL entro il 2030, creando 39.000 posti di lavoro.​

Savvy Games Group: Il Braccio Armato del Gaming Saudita

Il Public Investment Fund (PIF), il fondo sovrano saudita, ha creato Savvy Games Group nel 2021 per gestire tutti gli investimenti nel settore videoludico. Savvy ha già acquisito partecipazioni in colossi come Electronic Arts (acquisita per 55 miliardi di dollari nel 2025), Nintendo, Take-Two e SNK. L’azienda afferma di controllare il 40% dell’industria esports globale.​

L’Esports World Cup 2025: Un Successo Globale

Dal 8 luglio al 24 agosto 2025, Riyadh ha ospitato l’Esports World Cup, il torneo più ambizioso mai organizzato. Con 26 eventi in 25 discipline diverse – da League of Legends a Counter-Strike, passando persino per gli scacchi online – l’evento ha ridefinito gli standard del gaming competitivo.​

La produzione è stata di livello hollywoodiano, con premi milionari e innovazioni come la modalità 4v4 di Teamfight Tactics. Il principe Mohammed bin Salman è stato nominato presidente del consiglio di amministrazione della Esports World Cup Foundation, segnalando l’importanza strategica dell’iniziativa.​

Le Olimpiadi degli Esports nel 2027

Il colpo da maestro sarà nel 2027, quando Riyadh ospiterà i primi Giochi Olimpici degli Esports della storia. Immaginate stadi pieni di spettatori che non guardano calcio o atletica, ma partite di FIFA (ora FC) e League of Legends al livello olimpico. Un evento che mescolerà tradizione sportiva e competizione digitale, consolidando l’Arabia Saudita come epicentro del gaming globale.​

Le Ombre del Successo: Sportswashing e Diritti Umani

Non tutti applaudono questa rivoluzione digitale. Organizzazioni per i diritti umani come Amnesty International e Human Rights Watch accusano l’Arabia Saudita di “sportswashing” – utilizzare lo sport e l’intrattenimento per ripulire la propria immagine internazionale.​

L’Arabia Saudita sta investendo miliardi negli esports, un settore che prospera sull’interazione online, mentre contemporaneamente reprime qualsiasi forma di dissenso digitale con pene severissime, inclusa la morte”, ha dichiarato Dana Ahmed, ricercatrice di Amnesty International per il Medio Oriente. Il caso di Manahel al-Otaibi, fitness trainer condannata a 11 anni per aver sostenuto i diritti delle donne online, è emblematico di queste contraddizioni.​

Una Comunità Divisa

La comunità esports è spaccata. Alcuni professionisti e team accettano i fondi sauditi per la loro carriera, mentre altri si sentono a disagio nel prendere soldi dal Public Investment Fund. La questione divide particolarmente i fan di League of Legends, uno dei giochi più popolari dell’Esports World Cup.​

Un Ecosistema in Costruzione

Infrastrutture e Talenti Locali

L’Arabia Saudita non si limita a importare eventi. Sta costruendo un ecosistema completo con accademie di formazione, studi di sviluppo locali e infrastrutture dedicate come quelle previste a Qiddiya e NEOM. L’obiettivo è formare una generazione di sviluppatori, atleti esports e content creator sauditi che possano competere a livello mondiale.​

L’Impatto Globale

Le ripercussioni si sentono già. Studi internazionali stanno stringendo partnership con investitori sauditi, startup nascono a Riyadh e talenti globali affluiscono nel regno. Pubblicazioni da IGN a Reuters seguono questa trasformazione, riconoscendo che l’Arabia Saudita non è più solo sinonimo di petrolio, ma anche di pixel e frame rate.​

Il Futuro del Gaming Passa dal Deserto?

L’ambizione saudita nel settore videoludico è innegabile. Con investimenti massicci, eventi globali e una visione a lungo termine, il regno sta ridefinendo la geografia del gaming mondiale. Ma il successo dipenderà dalla capacità di bilanciare crescita economica, innovazione tecnologica e rispetto dei diritti umani.​

Per i gamer di tutto il mondo, questo solleva domande importanti: possiamo separare il gioco dalla politica? Gli esports dovrebbero avere standard etici come altre industrie globali? Una cosa è certa: l’Arabia Saudita ha cambiato le regole del gioco, e il mondo sta ancora decidendo come rispondere.

Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.