Per iscriversi a un campionato nazionale di calcio a 5 è necessario completare una serie di adempimenti, anche onerosi. Uno di questi consiste in una liberatoria che attesta l’avvenuto completo pagamento delle spettanze verso i tesserati della società che intende iscriversi.

L’atleta dichiara di non aver nulla a pretendere dalla società. Curioso…
Perché curioso? Negli ultimi mesi è capitato sempre più spesso di imbattersi in post sui social o di ricevere screenshot nei quali giocatori lamentano la mancanza di non meglio precisate cifre in denaro. Forse si tratta solo di premi in denaro promessi a voce. Perché sicuramente non può trattarsi delle mensilità mancanti nel contratto della precedente stagione… altrimenti come avrebbe fatto la società a iscriversi al campionato?
Forse si tratta di quei denari che non sono indicati nel contratto. Anche questa è una possibilità. In fondo basta un timbro FuStal su un assegno e il pagamento diventa fittizio, oppure si può giocare con le date degli assegni. In fondo, in un paese di santi e navigatori, cosa volete che sia una promessa da marinaio.

Nella Lega Pro, nella stagione appena passata, Taranto e Turris sono state escluse per gravi violazioni amministrative. Messina in Serie D, Foggia, Lucchese e Triestina sono stati deferiti al Tribunale Federale per mancato pagamento di stipendi e contributi. Mancato pagamento di stipendi e contributi. Già.
Mai successo nel recente passato che accadesse nel calcio a 5. No. Perché è una disciplina sana, onesta e in fortissima crescita, giusto?
Sicuramente tutte le società sono ligie alle regole, versano regolarmente e puntualmente quanto pattuito agli atleti, così che il campionato si svolga regolarmente. Non ci sono nemmeno giocatori costretti ad adire le vie legali per vedersi corrispondere dopo anni i compensi come previsto dall’accordo economico.
“A pensare male degli altri si fa peccato, ma spesso si indovina”, Giulio Andreotti.
Società di vertice che dopo un paio di stagioni al sole letteralmente chiudono. Quelle che smantellano ma la chiamano sostenibilità e finiscono regolarmente nei comunicati ufficiali della Commissione Accordi Economici. Che promettono, perché le parole sono gratis e finché i soldi non li tiri fuori non hai speso un centesimo per allestire la squadra. Quelle che usano scuse per non pagare che non reggerebbero nemmeno alle elementari, quando il cane ti aveva mangiato i compiti. Quelle che hanno sempre uno sponsor che non salda.
Si avvicina la Supercoppa femminile in una disciplina che vuol vantare una storia. Qualcuno dovrebbe far notare che di quella storia, le uniche società vincitrici del trofeo ancora in attività sono quelle che l’hanno vinto negli ultimi cinque anni. Ci siamo già dimenticati come la Giustizia Ordinaria ha stabilito venisse finanziato lo Statte?
Sì, pretendete pure che non sia mai successo nulla.
Best sport on earth. Sulla parola “sport” non sono proprio sicuro.

