GP Qatar 2025: McLaren in stato di grazia, Verstappen nell’incubo del “bouncing”
Un venerdì notte a Lusail che rimescola le carte del mondiale: mentre Piastri vola e Norris insegue, la Red Bull di Max è una bestia indomabile. Disastro Ferrari: Hamilton ancora fuori in Q1.
Siamo onesti, abbiamo già visto questo film un venerdì di questa stagione: una McLaren che danza sui cordoli mentre Max Verstappen lotta furiosamente con una Red Bull imbizzarrita, incapace di domarla. La sensazione di déjà vu ci riporta direttamente al venerdì di San Paolo. E proprio per questo, la storia ci insegna a non dare per spacciato l’olandese per il resto del weekend solo per un inizio difficile.
Tuttavia, c’è una certezza che emerge dalla notte del Qatar: a meno che non emergano danni fisici alla vettura, oltre al fondo danneggiato nel suo primo giro spinto in SQ3, la RB21 dovrà subire una drastica revisione dell’assetto in vista delle qualifiche del Gran Premio di stasera.

L’incubo tecnico di Verstappen
Max si ritrova a dover raschiare il barile per salvare qualche punto nella Sprint Race di oggi, per la quale si è qualificato a mezzo secondo dalla prima fila. Non è solo dietro alle due McLaren, a una Mercedes e all’Aston Martin di Alonso, ma paga dazio, anche se per pochi centesimi, persino al compagno di squadra Yuki Tsunoda, promosso in Red Bull proprio per dare risposte che ora sembrano domande.
Dopo una sola sessione di prove libere passata a lamentarsi del bouncing, il problema si è addirittura aggravato in qualifica. La Red Bull sembra soffrire terribilmente sulle gomme Soft C3 usate in SQ3, molto più che sulle Medie C2 delle prime sessioni.
“Fin dal primo giro ho avuto un saltellamento davvero pessimo e un sottosterzo molto aggressivo che si trasformava in sovrasterzo nel veloce. Ho provato di tutto con i manettini sul volante, ma non funzionava nulla,” ha spiegato un Verstappen visibilmente frustrato. “Con questo bilanciamento la Sprint sarà pura sopravvivenza.”
Nel suo primo tentativo in SQ3, la macchina ha letteralmente rimbalzato fuori dalla pista. Il team al simulatore a Milton Keynes ha davanti un’altra notte di lavoro frenetico, una danza ormai familiare in casa Red Bull negli ultimi anni. La finestra di funzionamento c’è, da qualche parte, e paradossalmente gli indizi per trovarla potrebbero arrivare dalla telemetria di Tsunoda.
McLaren: Piastri padrone del flusso
Tutto questo ha enormi implicazioni per il campionato. Lando Norris, attuale leader della classifica, avrebbe dovuto capitalizzare le difficoltà di Verstappen. Invece si ritrova terzo, a 0.13s dal compagno di squadra Oscar Piastri, autore della pole per la Sprint.
Le curve medio-veloci di Lusail, che richiedono una guida fluida e precisa, sono il territorio di caccia preferito di Piastri. La McLaren si è trovata subito nella sua sweet spot. L’australiano è stato veloce quanto Norris per tutta la giornata, ma il suo compito è stato facilitato da un errore di Lando nel primo giro e dal traffico trovato nel secondo tentativo. Norris, rallentando per preparare il giro finale, è stato superato da Alex Albon, finendo nella “scia sporca” della Williams nel settore finale e uscendo di pista alla Curva 16.

Mercedes e la sorpresa Antonelli
La Mercedes si conferma amante della mescola C3. George Russell, a soli tre centesimi da Piastri, è parso nel suo elemento. Se sul passo gara con le medie (la gomma favorita per la gara lunga a due soste) la Freccia d’Argento non sembra al livello della McLaren, sulla gomma morbida è lì a giocarsela.
Kimi Antonelli, reduce dalla strepitosa gara di Las Vegas conclusa con zero soste, qui ha faticato leggermente di più a trovare il feeling, chiudendo a tre decimi e quattro posizioni da Russell. Ma il talento italiano c’è e sta imparando in fretta.

Ferrari: Profondo Rosso
Note dolenti, anzi dolentissime, per la Scuderia. Fernando Alonso ha fatto un miracolo portando in quarta posizione un’Aston Martin che adora le piste senza curve lente, massimizzando il pacchetto a soli quattro decimi dalla pole. La Ferrari, invece, affonda.
Lewis Hamilton, con un’ala più carica, non è riuscito a superare il taglio del Q1 per la seconda settimana consecutiva. Una prestazione che lascia l’amaro in bocca. Charles Leclerc, con un’ala più scarica, ha salvato il salvabile entrando in SQ3 e chiudendo nono, ma la SF-25 soffre terribilmente di trazione in uscita da Curva 6.
“Penso che avessimo il potenziale per la top 5 oggi,” ha commentato un laconico Leclerc. “Ma l’auto davanti a me [Alonso] ha rallentato prima della Curva 15, non ho potuto prendere spazio e ho iniziato il giro troppo vicino.”
L’appuntamento è per la Sprint Race di oggi pomeriggio: capiremo se il simulatore Red Bull avrà fatto il miracolo o se la McLaren potrà sferrare il colpo del KO tecnico al mondiale.