Il Futuro del futsal è dei Giovani

In tutte le discipline sportive, il futuro è per definizione dei giovani: saranno loro a viverlo come presente. Nel futsal tricolore, Capitan Ovvio è l’autore di riferimento, l’illuminato vate della disciplina. Quindi, il futuro è dei giovani. Voilà.

Peccato che quei giovani vadano spesso solo in panchina e che qualcuno di questi sarà impegnato nel massimo sforzo atletico quando si sporgerà per raggiungere la bottiglietta d’acqua da passare a un compagno durante un timeout, oppure per un più egoistico consumo personale.

Essere giovani non è un valore assoluto, ma relativo. Relativo alla capacità, in questo caso tecnica e atletica, di eseguire un compito. Si può essere giovani calciatori – calcettisti, se vi aggrada il neologismo – ma non per questo essere adeguati a competere al massimo livello.

Anche nel futsal conta il risultato. Certo, la sua narrazione vorrebbe che prendessimo in considerazione altri fattori: il cuore, l’impegno, la maglia sudata. Non vi farò l’esempio del bimbo bocciato a scuola che però s’è impegnato sulle “sudate carte”. Invece, apparentemente, ve l’ho appena proposto.

I giovani come pilastro fondamentale

La Divisione Calcio a 5 ci ricorda che cinque dei 14 under 19 che hanno partecipato all’ultimo europeo di categoria arrivano da uno dei fiori all’occhiello dell’attività di sviluppo del movimento. Selezionati tra oltre 600 partecipanti all’evento.

Qualcuno ricorda com’è finita la partita dell’ultimo europeo contro il Portogallo? Sette gol incassati, risultato finale 7-1 per i lusitani. Perso 2-0 con l’Ucraina. Però abbiamo sonoramente battuto la Moldavia, che è però riuscita a segnare un gol in più di quelli che gli azzurrini hanno realizzato contro i pari età portoghesi. Ma abbiamo battuto i “maestri” moldavi. Insomma, i moldavi saranno anche maestri in qualcosa, no?

Vero: per partecipare a un europeo under 19 bisogna essere, per definizione, giovani. Sarebbe anche necessario essere capaci di produrre risultati, visto che si tratta di una competizione. C’è di mezzo l’agonismo. Avere dei giovani non basta: devono anche saper giocare. Viene da domandarsi com’erano tecnicamente e fisicamente gli altri 595 che non sono stati selezionati.

Il paradosso Jurassic Park

Il futuro del calcio a 5 è dei giovani. Però il campionato di massima divisione, maschile e femminile, sembra Jurassic Park senza velociraptor. Più apatosauri: passo lento, sicuro, sembrano non aver fretta di andare dove vogliono andare. Vi è mai capitato di osservare alcuni di questi giovani, solitamente mentre vengono scherzati sul campo da un apatosauro annoiato dal tentativo di questo giovane virgulto di togliergli il pallone?

Però il futuro del calcio a 5 è dei giovani. Di quali giovani e di quale futuro, meglio non indagare. Anche perché quando quel futuro arriverà, il prossimo presidente e i prossimi dirigenti ci indicheranno un nuovo orizzonte radioso verso il quale i giovani ci condurranno. Così, in un eterno loop di speranze che non hanno mai l’obbligo di avverarsi.


Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.