Venerdì Max era il più veloce. Sabato Lando ha fatto la pole con mezzo secondo di vantaggio. Cosa è successo tra le due sessioni sul circuito più complicato del calendario di Formula 1?
Il Ribaltone del Weekend
L’Autodromo Hermanos Rodriguez di Città del Messico è sempre stato un enigma per i team di Formula 1. A 2.250 metri di altitudine, l’aria rarefatta crea condizioni uniche che rendono volatile qualsiasi previsione da un giorno all’altro.
Nelle prove libere del venerdì, Max Verstappen dominava con una Red Bull perfettamente bilanciata sul giro secco. Lando Norris e la sua McLaren inseguivano a qualche decimo di distanza. Ventiquattr’ore dopo, lo scenario si è completamente ribaltato: Norris ha conquistato una pole position spettacolare con un distacco di 0.262 secondi su Charles Leclerc, mentre Verstappen è sprofondato in quinta posizione, a quasi mezzo secondo dal britannico.
La Sfida Tecnica dell’Alta Quota
Perché il Messico è Diverso
Non si tratta solo di raffreddamento o di potenza del motore. Dopo anni di esperienza su questa pista, i team hanno imparato a simulare perfettamente questi aspetti. Un elemento però resta imprevedibile: il grip della pista e il comportamento delle gomme Pirelli.
L’aria rarefatta riduce drasticamente il carico aerodinamico. Le gomme devono lavorare in condizioni estreme, con una finestra di utilizzo ottimale estremamente ridotta. La differenza tra una gomma perfetta e una gomma inutilizzabile può essere questione di pochi gradi.
Il Dilemma delle Temperature
Nel 2025, la costruzione più rigida delle gomme anteriori Pirelli ha reso questa sfida ancora più complicata. Durante un giro di qualifica, le temperature interne dello pneumatico non si stabilizzano: servono cinque o sei giri per raggiungere l’equilibrio termico ideale.
Sul giro secco, il grip deriva principalmente dalla superficie fresca della gomma. Il problema? Stai essenzialmente “abusando” dello pneumatico, perché il nucleo interno resta rigido e offre poco supporto alla mescola esterna.

Le Strategie Opposte
Red Bull: Dal Paradiso all’Inferno
Venerdì, la Red Bull di Verstappen aveva un anteriore aggressivo e reattivo, particolarmente efficace nelle curve 4 e 5. Perfetto per il giro secco, ma disastroso per la simulazione gara: le gomme posteriori si surriscaldavano troppo velocemente.
Il team ha quindi deciso di sacrificare parte della reattività dell’anteriore per proteggere le gomme posteriori. Una scelta obbligata per la gara, ma che ha compromesso le qualifiche. Verstappen si è lamentato della totale mancanza di grip durante tutta la sessione.
McLaren: Il Controllo Perfetto
La McLaren non ha l’anteriore più forte in assoluto, ma possiede un’arma segreta: un controllo eccezionale delle temperature delle gomme posteriori. Questa caratteristica ha permesso al team di osare durante la notte, spostando il bilanciamento verso l’anteriore.
Una scommessa che ha pagato dividendi enormi. Norris ha trovato una macchina che gli ha dato tutte le sensazioni necessarie per esprimersi al massimo. “È stato simile al mio giro di Monaco,” ha spiegato il britannico. “Non capita spesso di avere questa sensazione. Anche quando la macchina è velocissima, non è sempre facile guidarla.”
Il Giro della Perfezione di Norris
Nelle prime battute del Q3, Charles Leclerc aveva piazzato il miglior tempo. Ma Norris aveva ancora un asso nella manica per il tentativo finale.
“Ho spinto sui freni e ho corso qualche rischio in più nelle curve veloci,” ha raccontato. “Speravo di battere Charles con un 1:15.9 o forse un 1:15.8. Quando ho guardato il cruscotto e ho visto 1:15.5, non ci potevo credere. Spesso i miei giri migliori sono quelli in cui penso meno.”

La Fisica Dietro la Performance
La Finestra Magica
Su un asfalto liscio come quello messicano, i carichi sugli pneumatici sono relativamente bassi. Il nucleo della gomma fatica a scaldarsi, mentre la superficie si surriscalda rapidamente. Esiste una finestra temporale limitatissima per far lavorare la mescola in modo da trasferire calore al nucleo. Se perdi quella finestra, è finita.
La Red Bull ha una finestra operativa minuscola o addirittura chiusa. La McLaren, invece, offre una flessibilità di prestazioni molto maggiore. Il suo punto di forza è il controllo termico: gomme, freni e carrozzeria. Un vantaggio fondamentale in Messico.
Il Vantaggio Aerodinamico
La McLaren necessita di prese d’aria di raffreddamento molto più piccole rispetto alla concorrenza. In aria rarefatta, questo significa un’aerodinamica meno compromessa. Ma c’è di più: il controllo termico delle gomme posteriori le ha permesso di avere un ottimo bilanciamento anche in qualifica.
Ferrari e Mercedes: Gli Outsider
Il Momento di Leclerc
Charles Leclerc ha estratto un giro fantastico dalla Ferrari, piazzandosi secondo a meno di un decimo da Norris. Il circuito liscio mette la Rossa in una zona favorevole della sua mappa aerodinamica, una zona spesso inaccessibile durante la stagione a causa dei problemi di usura del fondo.
Hamilton Conferma i Progressi
Lewis Hamilton si è qualificato quarto, vicino a Leclerc. Un risultato che sottolinea i recenti progressi del sette volte campione del mondo e della Mercedes. La Freccia d’Argento ha mostrato una buona compliance meccanica, fondamentale su questa pista.

Le Difficoltà di Piastri
Oscar Piastri ha faticato per il secondo weekend consecutivo, qualificandosi ottavo a sei decimi dal compagno di squadra. Secondo il team principal Andrea Stella, il problema è chiaro: “Qui e ad Austin, la macchina scivola molto. Questo richiede familiarità con il modo di sfruttare la vettura, e Oscar deve ancora lavorarci un po’.”
Quando la macchina scivola costantemente, come accade in Messico, serve improvvisazione. È il regno di Norris, capace di estrarre il massimo in condizioni di basso grip. Piastri, invece, si esprime meglio quando ha tanto grip a disposizione e può guidare in un modo più preciso.
La Griglia di Partenza
Tra Norris e Piastri si sono inserite le due Ferrari. George Russell si è qualificato quinto con la Mercedes, seguito da Kimi Antonelli. Max Verstappen è sesto.
Menzione speciale per Carlos Sainz, autore di un giro fantastico con la Williams che lo ha portato in settima posizione. Purtroppo, una penalità di cinque posizioni per l’incidente di Austin lo farà partire dodicesimo.
Cosa Aspettarsi dalla Gara
La gara messicana sarà tutt’altra storia. Il degrado delle gomme diventerà cruciale, e le strategie di gestione termica torneranno protagoniste. La McLaren sembra avere un vantaggio anche sul passo gara, ma Verstappen e la Red Bull potrebbero recuperare terreno con una gestione migliore degli pneumatici.
Ferrari e Mercedes saranno sicuramente in lizza per il podio, mentre Piastri dovrà tentare una rimonta dalla quarta fila. La battaglia per il mondiale costruttori si fa sempre più intensa, e ogni punto sarà prezioso.

