Il Weekend
Il Circuit of The Americas sta ospitando uno dei weekend più intensi e rivelatori della stagione 2024 di Formula 1. Dopo settimane di dominio McLaren, Lando Norris ha conquistato la pole position per il Gran Premio principale con un tempo di 1:32.330, precedendo Max Verstappen di soli 0.031 secondi, ma il quadro generale della competitività è molto più complesso di quanto suggerisca il risultato finale.
La Sprint Race di sabato ha visto entrambe le McLaren eliminate al primo giro a causa di un contatto multiplo in curva 1, privando il team di Woking di preziosi dati sulla gestione pneumatici e sull’assetto nelle nuove condizioni di vento. Un handicap che si è rivelato determinante per le qualifiche del Gran Premio.
Red Bull
La scuderia di Milton Keynes è arrivata ad Austin con un pacchetto di sviluppo sostanzioso, considerato da molti l’ultima vera chance per riavvicinarsi alla McLaren nella lotta per i titoli mondiali. Red Bull ha introdotto modifiche alla floor edge wing con un nuovo profilo nella parte posteriore per generare maggiore carico locale, oltre a interventi sulla coke/engine cover per un raffreddamento più efficiente.
Ma è l’approccio complessivo che ha fatto la differenza. Come spiegato dal team principal Andrea Stella della McLaren, riferendosi alla performance di Verstappen: “Il divario verso Verstappen è misurabile in decimi di secondo, e penso che almeno due decimi siano un gap realistico che abbiamo oggi rispetto a Red Bull. Dobbiamo ammettere che al momento Verstappen e Red Bull rappresentano il pacchetto più competitivo.
La RB20: Ottimizzata per le Alte Velocità
La RB20 ha beneficiato di una revisione della zona posteriore dell’edge wing, con l’ultimo quarto della superficie non solo ridisegnato ma anche maggiormente camberato rispetto al predecessore. Questi interventi hanno permesso a Verstappen di ritrovare quella fiducia nella vettura che gli era mancata nelle gare precedenti.
La caratteristica dominante della Red Bull rimane la sua efficacia nelle curve veloci. La mappa aerodinamica della RB20 è configurata per operare con le altezze da terra più basse possibili, un vantaggio che raggiunge il suo apice nelle qualifiche con serbatoio leggero e gomme nuove. Anche quando le vetture devono essere rialzate per affrontare i numerosi dossi del tracciato texano, questo vantaggio persiste.

McLaren
L’eliminazione dalla Sprint Race ha avuto conseguenze che vanno ben oltre la perdita di punti. Come sottolineato da Stella: “C’erano anche alcuni dati mancanti in termini di ottimizzazione della vettura. Quando percorri giri continui, impari come ottimizzare la tua monoposto e con questa generazione di vetture, se riesci a trovare il modo di correre anche solo 1mm più basso, significa guadagnare millisecondi preziosi di tempo sul giro.”
Il Fattore Vento
Le condizioni meteorologiche del sabato si sono rivelate radicalmente diverse rispetto al venerdì. Un vento più potente, ruotato di 90 gradi rispetto al giorno precedente, ha trasformato il primo settore del circuito in un esame di coraggio e precisione. Verstappen ha brillato nell’improvvisare il suo approccio, mentre Norris e Piastri sono apparsi più titubanti, specialmente nel Q1.
Max Verstappen ha commentato la difficoltà delle condizioni: “È stato molto impegnativo perché il vento in coda nel primo settore ha reso tutto molto insidioso. C’era vento in coda nelle Esses del settimo rapporto, e questo muoveva la vettura. Non potevi impegnarti come il giorno prima”.
La pericolosità di queste condizioni si è manifestata immediatamente quando Isack Hadjar è andato in testacoda ad alta velocità all’uscita della curva 5, schiantandosi contro le barriere.
La Gestione Gomme
Nonostante le difficoltà nelle qualifiche, la McLaren conserva un atout importante per la gara: il controllo del degrado termico degli pneumatici posteriori. Durante la Sprint Race, la mescola media ha funzionato bene, con diversi piloti che hanno spinto per tutta la corsa senza vedere crolli verticali nelle prestazioni.
Degrado Termico vs Degrado Meccanico
Il vero timore non è legato tanto al degrado puro della gomma, quanto alla gestione termica della stessa, quello che viene definito “degrado termico”. In questo aspetto, storicamente, la MCL38 ha dimostrato di eccellere, soprattutto nella seconda metà della stagione.
Pirelli ha evidenziato che durante la Sprint alcuni team come McLaren e Mercedes hanno sofferto maggiormente il degrado dell’anteriore sinistra, mentre con una buona gestione delle coperture anteriori l’aspetto principale diventa il controllo dell’usura del posteriore.

Il Circuito
Il Circuit of The Americas, che ospita il Gran Premio degli Stati Uniti dal 2012, presenta caratteristiche che lo rendono uno dei tracciati più completi del calendario. La combinazione di settori ad alta velocità con la sezione tecnica finale crea un test completo per tutte le componenti della monoposto.
La curva 1 è diventata rapidamente uno degli angoli iconici della F1 – non solo è visivamente spettacolare, ma rappresenta anche un vero test per i piloti e un’opportunità fantastica di sorpasso, grazie alla sua ampiezza e alla frenata tardiva nel punto più ripido del circuito.
Le Prospettive per la Gara
La gestione strategica degli pneumatici si preannuncia cruciale. Mario Isola, responsabile motorsport di Pirelli, ha spiegato: “La mescola media sarà protagonista. Sappiamo che le soft non sono adatte per la gara. L’usura degli pneumatici è superiore al previsto. Questo è il motivo per cui la gara sarà a due soste. Le medie-dure-medie sono le più veloci sulla carta”.
Red Bull: Velocità Pura o Equilibrio di Gara?
Verstappen stesso ha mostrato cautela dopo la vittoria in Sprint: “Abbiamo vinto la Sprint, che è la cosa più importante. Ma guardando a domani, penso che dobbiamo migliorare un nel passo gara per poter combattere con le McLaren, perché non abbiamo visto nulla da loro.
La domanda che aleggia sul paddock è se gli aggiornamenti Red Bull abbiano risolto anche i problemi di equilibrio nel long run, o se abbiano semplicemente massimizzato la performance sul giro secco.

McLaren: La Resilienza come Arma
Nonostante le difficoltà del weekend, il team principal Andrea Stella ha dichiarato: “Abbiamo avuto una sessione di qualifiche solida a COTA, con Lando e Oscar che hanno fatto buoni giri, passando comodamente Q1 e Q2, assicurandosi P1 e P5 in griglia. Sono buone posizioni di partenza per portare a casa punti importanti domani”.
La capacità della McLaren di gestire le temperature degli pneumatici potrebbe rivelarsi decisiva nelle condizioni calde previste per la gara, specialmente considerando le temperature elevate dell’asfalto texano.
Un Mondiale Riaperto?
Il weekend di Austin ha dimostrato che la lotta per il titolo mondiale è tutt’altro che conclusa. Red Bull ha ritrovato competitività grazie agli aggiornamenti, mentre McLaren deve ancora esprimere il suo vero potenziale dopo l’handicap della Sprint.
Con sei Gran Premi ancora da disputare e due Sprint Race rimanenti, ogni dettaglio può fare la differenza. La gestione strategica, l’affidabilità e la capacità di adattamento alle diverse condizioni di tracciato determineranno chi alzerà il trofeo iridato a fine stagione.
Il Circuit of The Americas ha riaperto i giochi, dimostrando ancora una volta che nella Formula 1 moderna non esistono certezze assolute. Solo una cosa è certa: lo spettacolo è garantito fino all’ultima gara.

