La Pole di Verstappen
Il Circuit of The Americas ha regalato un venerdì di fuoco con le qualifiche sprint che hanno visto Max Verstappen tornare in pole position, battendo il duo McLaren in un finale mozzafiato. Ma dietro il risultato si nasconde una storia ben più intrigante che coinvolge le misteriose ripercussioni imposte dalla McLaren a Lando Norris dopo l’incidente di Singapore con il compagno di squadra Oscar Piastri.
McLaren ha dichiarato che Norris dovrà affrontare delle “conseguenze” fino alla fine della stagione dopo essere stato ritenuto responsabile del contatto con Piastri durante il Gran Premio di Singapore. E se queste “conseguenze interne” riguardassero proprio il timing dei giri finali in qualifica rispetto a Piastri, potrebbero aver giocato un ruolo determinante nel perdere la pole per soli 71 millesimi.
Il Tempismo Perfetto
Verstappen ha ottenuto la pole con un tempo di 1:32.143, precedendo Norris di appena 0.071 secondi e Piastri di oltre tre decimi. La strategia Red Bull è stata cristallina: aspettare fino all’ultimo momento possibile per mandare in pista l’olandese, esattamente come avevano fatto a Singapore.
Il risultato? Verstappen è stato l’ultimo pilota a completare il giro veloce. Il penultimo è stato Piastri. Norris, invece, è sceso in pista con oltre 40 secondi di anticipo rispetto a Verstappen e 20 secondi prima del suo compagno di squadra australiano.
Con la pista che si raffredda progressivamente e la gomma che continua a depositarsi sull’asfalto, la differenza in termini di grip poteva essere sostanziale. Abbastanza da valere 71 millesimi? Assolutamente possibile, se non probabile.

L’Analisi Settore per Settore
Primo Settore: Il Recupero Impossibile
Il vantaggio di Verstappen nel primo settore è stato minimo – appena 0.02 secondi – ma il modo in cui l’ha costruito è impressionante. Nonostante fosse indietro di quasi 0.15 secondi all’uscita della prima curva (che la Red Bull proprio non digerisce), l’olandese ha recuperato tutto attraverso la sequenza ad altissima velocità delle curve 3-4-5.
All’uscita della curva 5, percorsa in settima marcia, Verstappen viaggiava a 9 km/h in più rispetto a Norris. Poi ha scaricato meglio la potenza nelle più lente curve 6 e 7, portandosi a soli 0.05 secondi di ritardo.
Secondo Settore: Il Regno di Norris
Nel secondo settore, Norris ha mantenuto un leggero vantaggio di appena tre centesimi. È il settore più tecnico del tracciato texano, quello dove le qualità della MCL38 in termini di bilanciamento dovrebbero emergere.
Terzo Settore: La Rimonta e il Colpo di Genio Finale
Nelle curve lente che aprono il settore finale, Norris ha aumentato il suo margine. Ma Verstappen ha iniziato a rosicchiare decimi preziosissimi attraverso il lungo loop delle curve 16-17-18, arrivando quasi pari all’ingresso dell’ultima curva.
Ed è qui che è successo il fattaccio: Verstappen ha trovato una trazione superiore in uscita dall’ultimo tornante, e quello è stato il dettaglio che ha fatto pendere la bilancia dalla parte della Red Bull.
Il Dramma Ferrari
Mentre davanti si decideva la pole per pochi centesimi, Ferrari ha vissuto un venerdì da incubo. Charles Leclerc ha ammesso che la Scuderia è “così indietro adesso”, qualificandosi solo decimo, mentre Lewis Hamilton si è piazzato ottavo.
Il distacco dalla pole è stato devastante: 0.85 secondi, che rendono la Ferrari solo la settima monoposto più veloce tra i dieci team presenti. Un dato che fa male, soprattutto considerando che proprio ad Austin, nel 2024, la Rossa aveva conquistato una splendida doppietta.

Leclerc non si è fatto illusioni: “Sarei molto sorpreso se trovassimo qualcosa che ci faccia fare un salto tale. Spero di sbagliarmi, ma sfortunatamente per ora sembra essere il potenziale della nostra vettura”.
Il problema principale? La combinazione tra le asperità del circuito e le alte velocità di fine rettilineo non permette alla Ferrari di abbassare la vettura quanto necessario per generare un carico aerodinamico competitivo.
Hulkenberg: La Sorpresa Sauber
In un weekend dove i big sembrano soffrire, Nico Hulkenberg ha piazzato la sua Kick Sauber al quarto posto, superando addirittura George Russell e la Mercedes. Il tedesco è tradizionalmente eccezionale su questo tracciato, e la Sauber sembra aver trovato il “punto dolce” di setup.
Una prestazione che conferma come COTA sia una pista dove l’esperienza e la capacità di leggere le condizioni mutevoli facciano la differenza tanto quanto la potenza bruta.
McLaren: Il Controllo Pneumatici
Nonostante la pole sfumata, la McLaren ha un asso nella manica: l’eccellente gestione delle temperature degli pneumatici posteriori. In un weekend dove le previsioni parlano di caldo torrido e su un tracciato ad alto degrado come Austin, questa caratteristica potrebbe rivelarsi decisiva.
La domanda è: saranno sufficienti i 19 giri della sprint race per permettere a Verstappen di mantenere intatto il suo record perfetto nelle sprint di COTA? L’olandese ha vinto entrambe le edizioni precedenti partendo dalla pole, ma le McLaren sono in agguato e hanno dimostrato di avere un passo gara formidabile.

Le Strategie
Temperatura e Degrado
Con l’allerta “heat hazard” emessa dalla FIA e raffiche di vento fino a 25 miglia orarie, i piloti dovranno gestire condizioni estreme. Le temperature dell’asfalto superiori ai 33 gradi Celsius renderanno la gestione termica degli pneumatici cruciale.
Il Fattore Vento
Verstappen ha confermato che “il vento va su e giù ed è molto irregolare. La pista è anche molto sconnessa, quindi le vetture possono facilmente perdere aderenza nelle curve ad alta velocità”. Un elemento che può scompaginare le carte in tavola, specialmente nel lungo rettilineo posteriore.
La Battaglia Interna McLaren
Con Piastri che mantiene un vantaggio di 22 punti su Norris nel campionato piloti, e con le “conseguenze” di Singapore in essere, sarà interessante vedere come la squadra gestirà le strategie durante la sprint. La libertà di battagliare tra compagni esiste ancora, ma fino a che punto?
Un Weekend Aperto a Ogni Scenario
Le qualifiche sprint di Austin hanno dimostrato ancora una volta che in Formula 1 i dettagli fanno la differenza. Verstappen ha dimostrato di avere ancora il dente avvelenato e una Red Bull che, almeno su questo circuito, sembra ritrovata.
La McLaren ha il passo ma deve gestire equilibri interni delicati. Ferrari è in difficoltà e deve reagire rapidamente. Mercedes con Russell rimane in agguato, mentre le sorprese come Hulkenberg dimostrano che ad Austin tutto può succedere.
La sprint race di sabato (ore 18:00 BST) ci dirà se le “conseguenze” di Singapore peseranno anche in pista, o se Norris riuscirà a ribaltare la situazione. Una cosa è certa: con temperature roventi, una pista sconnessa e venti capricciosi, lo spettacolo è garantito.
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Articolo pubblicato il 18 ottobre 2025 | Ultimo aggiornamento: 18 ottobre 2025

