Da questa stagione 2025-2026, a raccontare in diretta le partite della Serie A maschile di futsal ci sarà una squadra fissa di telecronisti specializzati nel settore. L’obiettivo è rendere più omogeneo il livello e la qualità del racconto che accompagna le immagini delle partite.
Il calcio a 5 italiano è sempre stato una palestra per telecronisti poi passati a raccontare il calcio. Di talento in questo campo la disciplina ne ha sempre sfornato parecchio, ma era mal distribuito. Raccontare una partita in diretta richiede un talento particolare: quella capacità di differire la necessità di raccontare immediatamente quello che vediamo. Se vi sembra facile, non lo è. Nemmeno a parole.
Richiede preparazione e dedizione, attenzione e anche una voce che, sebbene possa essere educata nella dizione, non può esserlo nel timbro. Si acquisisce competenza e abilità, ma quella capacità naturale della voce di essere riconoscibile, quello è talento innato.
Sono un estimatore del talento, soprattutto di quello che non possiedo. La scelta della Divisione Calcio a 5 di affidarsi a sicuri talenti nell’ambito della disciplina è assolutamente da celebrare. Nella speranza di esserci liberati, almeno al maschile, dai commentatori partigiani, da quelli ossessionati dalle decisioni arbitrali, da quelli che riescono a infilare dieci luoghi comuni in una frase di tre parole. Da quelli che salutano gli spettatori da casa (cosa che non facevano nemmeno nelle radio degli anni Ottanta), da quelli che non si capisce di cosa parlano, da quelli che non sanno di cosa parlano.

Il problema dell’addetto stampa telecronista
Solitamente a commentare le partite di una squadra c’è l’addetto stampa della società ospitante: un soggetto in bilico tra la partigianeria spudorata e l’ignoranza degli eventi. È capitato così spesso di ascoltare partite dal tono funereo solo perché la squadra del telecronista stava prendendo una clamorosa imbarcata. Oppure capita troppo spesso che, nel tentativo di pronunciare correttamente il nome di quel giocatore straniero, si finisca per sembrare una parodia di Bolsonaro che ordina il golpe.
Le vere domande
Potrà l’abilità e la professionalità di questo gruppo di cronisti migliorare la qualità dello spettacolo? Potranno con le loro parole far sparire tensostrutture spacciate per palazzetti, trasformare palazzetti vuoti in spalti gremiti, partite mediocri in spettacoli degni dell’attenzione degli spettatori?
Ora che si è deciso di affidarsi a cronisti capaci per raccontare le immagini, non potrebbe essere il caso di selezionare anche quelle partite che meritano di essere raccontate, invece di trasmettere qualsiasi incontro solo per poter sbandierare la parola “visibilità”? Se fate vedere qualcosa di oggettivamente brutto, siete sicuri di non danneggiare tutto il prodotto?
Com’è la storia del rossetto sul maiale? Ecco, quella.

