Power Ranking – Serie A Femminile Futsal

Eccovi qui, pensavate di trovare un certo tipo di contenuto? Una lista che provasse a mettere ordine nei rapporti di forza della Serie A Femminile di futsal? Eppure dovreste aver imparato, se siete lettori di queste pagine digitali, che nulla è mai quello che sembra, almeno all’apparenza.

Ci sarà un power ranking, certo, sarà analizzata la Serie A femminile di futsal, ma non le abilità delle giocatrici. Analizzeremo invece la frequenza con cui ricorrono i clichés e i luoghi comuni nelle interviste che verranno pubblicate nella stagione che parte tra pochissimo.

1. “Questa squadra è una famiglia”

Indiscussa regina di tutte le interviste. Arriva immediatamente dopo “ho sposato il progetto” in un cattolicissimo percorso lineare e conseguente: sposarsi prima, mettere su famiglia dopo. Senza contare che in giro è pieno di famiglie disfunzionali.

2. “Daremo tutto per questa maglia”

Utilizzabile a piacimento, per partite di qualsiasi livello. Non importa che l’alternativa a quell’affermazione sia “non fare niente per questa maglia” e non sia davvero percorribile, a meno di non essere pessimi esseri umani. Non trascurate la variante: “daremo il 100%”. Pensavate di scendere in campo per passeggiare?

3. “Avversario pericoloso, bisogna fare attenzione”

Non importa che l’avversario in questione sia ultimo con zero punti e una media gol subiti che lo fa somigliare più a una squadra di basket che a una di calcio a 5: è comunque un avversario difficile. Sì, se decidete di non scendere in campo.

4. “Cuore e gruppo”

Varianti infinite possibili. Il giorno che cuore e gruppo saranno capaci di sistemare la convergenza dei piedi di alcune giocatrici, allora cuore e gruppo conteranno qualcosa. La vittoria è quella che cementa il gruppo. Provate a fare gruppo quando tutte le domeniche vi prendono a pallonate.

5. “Imparare dagli errori”

Ma anche no. Se proprio volete usare questo luogo comune, fatelo nella maniera corretta: correggere gli errori. Dagli errori si impara solo quello che non si deve fare, non quello che si deve fare “invece di”.

6. “Lavoriamo per crescere”

Ma va’, e io lettore che pensavo che invece uno lavorasse e s’impegnasse per decrescere, di proposito. Per giocare male, a volte, non serve tutto questo lavoro. È un talento naturale.

7. “Andiamo a [località a caso] per vincere”

Esattamente: quando scendete in campo, quando l’avete mai fatto per perdere intenzionalmente una partita? Mi sembra lapalissiano che si scenda in campo per vincere. No? Perfino se si è arbitrati da Byron Moreno.

8. “Concentrate come se fosse una finale”

Variante possibile: “ogni partita è una finale”. Sparata fuori solitamente da squadre in situazioni disperate. Ma se non ne avete mai giocata una, come fate ad avere idea di come sia giocarla e soprattutto vincerla? Il luogo comune giusto è “giocare con l’acqua alla gola”. Se proprio volete usarlo, almeno fatelo bene.

9. “Tanta voglia di rifarci”

Perché il contrario sarebbe… poco incline a favorire l’agonismo? Qualcosa tipo: “tanto una partita persa in più o una in meno…” Avere voglia di invertire una tendenza non dovrebbe essere il minimo sindacale nella mentalità di un’agonista?

10. “Tutto può succedere”

Relegato all’ultimo posto di questa classifica, meriterebbe il premio speciale “supercazzola”. L’affermazione più scazzata di sempre, l’equivalente a essere mandati a quel paese. L’espressione più alta del vuoto cosmico assoluto.


Non entrano nella top ten affermazioni come: “partiamo tutti alla pari”, “si parte da 0-0”, “si gioca 5 contro 5”. La concorrenza è davvero dura e, in fondo, una top ten qui non te la regalano come un posto nella final eight di coppa Italia femminile di calcio a 5.

Non resta che augurarvi un buon campionato. Sarà sicuramente un grande spettacolo di questa disciplina decisamente in crescita. Una stagione piena di settebelli e ottovolanti.

Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.