Immaginate di essere Yuki Tsunoda in questo momento. Mentre Max Verstappen dominava il Gran Premio d’Italia la scorsa settimana, sfrecciando verso un’altra vittoria schiacciante, il pilota giapponese si ritrovava nelle retrovie, a lottare per ogni singola posizione. Una situazione che fotografa perfettamente la crisi che sta attraversando nella sua avventura con il team principale Red Bull.
Un Weekend da Dimenticare a Monza
Il GP d’Italia 2024 si è trasformato in un incubo per Tsunoda, che ha chiuso tredicesimo dopo aver danneggiato il fondo della sua monoposto in uno scontro con Liam Lawson alla seconda chicane. Una situazione frustrante che ha reso impossibile valutare il suo reale potenziale di gara.
Ma andiamo con ordine. Tsunoda era partito dalle retrovie dopo un pit stop anticipato, una strategia che inizialmente sembrava promettente. Stava risalendo il gruppo quando è arrivato l’episodio che ha compromesso tutto il suo weekend. “Io stavo lottando per i punti e lui no. Che senso ha?”. Queste le parole piene di amarezza del pilota giapponese riferendosi all’incidente con Lawson.
Non è stata solo una questione di sfortuna. Questo tredicesimo posto rappresenta la decima gara senza punti nelle ultime quattordici da quando è passato al team principale Red Bull. Un bilancio che fa male, soprattutto quando il tuo sedile per il 2026 è tutto fuorché garantito.
Il Paradosso delle Qualifiche
Qui sta il punto più interessante della situazione di Tsunoda. A differenza dei suoi predecessori come Sergio Perez, che spesso si salvava con delle rimonte spettacolari la domenica dopo qualifiche disastrose, il pilota giapponese ha il problema opposto.
Le sue prestazioni del sabato sono decisamente migliorate. Laurent Mekies, team principal di Red Bull, è stato molto chiaro: non si preoccupa minimamente del passo secco di Tsunoda. E i numeri di Monza lo confermano:
Verstappen vs Tsunoda – Qualifiche Monza 2024:
- Q1: Verstappen 1:19.455 – Tsunoda 1:19.619 (gap: 0.164s)
- Q2: Verstappen 1:19.141 – Tsunoda 1:19.433 (gap: 0.292s)
- Q3: Verstappen 1:18.792 – Tsunoda 1:19.519 (gap: 0.727s)
Il gap in Q3 sembra preoccupante, ma va contestualizzato. Tsunoda aveva una specifica più vecchia del fondo e un’ala ad alto carico aerodinamico. Inoltre, è stato il primo a scendere in pista nel run decisivo, rimanendo senza la scia di altre monoposto.
Guardo le qualifiche e continuo a considerarle un buon weekend”, ha spiegato Mekies. “Era a due decimi da Max in Q1, e Max non è andato esattamente piano questo weekend. Poi, con un piccolo deficit dalla macchina, era a due decimi da Max in Q2, e non c’è dubbio che tutti spingano al 100% in Q2.”

Le Domeniche Maledette
Il dramma di Tsunoda si consuma la domenica. E qui entra in gioco un circolo vizioso frustrante: più è sotto pressione per dimostrare il suo valore, più si ritrova in situazioni che gli impediscono di farlo.
Tsunoda ha rivelato cosa crede di dover ottenere nelle restanti gare della stagione per mantenere il suo sedile Red Bull per la stagione 2026, ma la realtà è che ogni weekend senza punti rende la sua posizione sempre più precaria.
“Le gare al vertice sono molto pulite”, ha osservato Mekies con una punta di frustrazione. “Hai almeno uno stint buono per leggere la tua prestazione, ma qui è stato molto difficile ricavare qualcosa da oggi. Il primo stint nel traffico, il secondo stint con i danni alla macchina. Se guardo indietro alle ultime gare, è abbastanza simile.”
È un dato di fatto: nelle ultime uscite a Hungaroring, Zandvoort e Monza, Tsunoda si è sempre ritrovato invischiato in treni DRS che hanno reso impossibile valutare il suo reale potenziale di gara. Un problema che sta diventando sistemico e che potrebbe costargli il futuro in Formula 1.
Il Futuro Bussa Alla Porta
Mentre Tsunoda faticava a Monza, un altro nome stava facendo rumore nel paddock Red Bull. Isack Hadjar, partendo dalla pitlane, è riuscito a risalire fino al decimo posto, offrendo ai boss di Milton Keynes dati molto più convincenti rispetto a quelli del titolare.
Non è un caso che ci siano già voci su un possibile addio di Tsunoda alla fine del 2025. La pressione è palpabile, e il tempo sta scadendo rapidamente.
Lo Scontro con Lawson
L’episodio di Monza con Liam Lawson ha un sapore particolare. Tsunoda ha sostituito Lawson nel team principale Red Bull dopo due round di stagione, quando Lawson è tornato al Racing Bulls. Ora si ritrovano a lottare, direttamente o indirettamente, per lo stesso futuro.
“Stavo guadagnando un secondo al giro”, ha raccontato Tsunoda con evidente frustrazione. “Lui era partito ultimo e non stava nemmeno lottando per i punti. Se stai lottando per i punti, è una mossa che posso capire perché anche con il team gemello, siamo nemici. E soprattutto in questa posizione dove mi trovo ora, è probabilmente la mia più alta competizione. Ma allo stesso tempo, c’è una linea che non puoi oltrepassare.”

La Corsa Contro il Tempo
Il tempo complessivo di Tsunoda con Red Bull è stato una montagna russa, anche se è stato promettente a volte e, nel complesso, ha performato meglio di quanto fece Lawson. Ma in Formula 1, “meglio di Lawson” potrebbe non essere sufficiente.
La Red Bull prenderà una decisione sul 2026 prima della fine della stagione, e ogni weekend che passa senza punti è un’occasione persa per Tsunoda. “Che sia abbastanza o non abbastanza, dipende da loro”, ha ammesso il giapponese con realismo. “Sto solo spremendo le prestazioni dal pacchetto attuale che ho. Sto spingendo in ogni singolo spazio che mi hanno dato, per dimostrare che sono in grado di fare progressi gara dopo gara.”
Il Verdetto: Talento Vs. Risultati
La storia di Yuki Tsunoda è quella di un pilota che ha dimostrato di avere il passo per stare in Formula 1, ma che si sta scontrando con la dura realtà dei risultati. Arrivato in F1 nel 2021, Tsunoda era inarrestabile, portando tutto lo slancio di un pilota protagonista in F2. Al suo debutto fu impeccabile, illuminando i monitor dei tempi nella sua prima sessione di qualifiche e conquistando punti con il decimo posto in Bahrain.
Quel pilota esiste ancora, come dimostrano le qualifiche sempre più competitive. Ma in Formula 1, alla fine, contano solo i punti la domenica. E lì, Tsunoda sta ancora cercando la chiave giusta per sbloccarsi definitivamente.
“È una situazione difficile, ma allo stesso tempo il mio giro di qualifica sta migliorando sempre di più”, ha concluso con un filo di speranza. “Ci sono alcuni aspetti positivi, che mi aiutano molto. Ma abbiamo anche bisogno di punti. È qualcosa che possiamo vedere chiaramente sulla carta e su quello sto lavorando.”
La finestra per convincere i boss di Red Bull si sta restringendo rapidamente. Tsunoda lo sa, il team lo sa, tutti lo sanno. La domanda è: riuscirà a mettere insieme quel weekend perfetto che potrebbe salvare il suo futuro in Formula 1? Il tempo dirà, ma una cosa è certa: la pressione non è mai stata così alta.
La battaglia per il futuro di Yuki Tsunoda in Red Bull rappresenta uno dei temi più interessanti di questa fase della stagione 2024. Con giovani talenti come Hadjar che premono dalle retrovie e prestazioni che faticano a tradursi in punti, ogni weekend diventa cruciale per il futuro del pilota giapponese nella massima serie del motorsport.

