C’è una strana idea che da sempre alberga negli ambienti del calcio a 5 italiano. Quella che equipara l’essere presenti alla visibilità, come se il semplice essere presenti con il proprio prodotto equivalga ad avere visibilità. Caricare un video su una piattaforma non equivale a renderlo visibile né all’interesse che genera in un pubblico potenziale.
Oggigiorno vengono caricati su YouTube qualcosa come 3,6 milioni o 5 milioni di video. Se pensate che una manciata di video in diretta un paio di volte a settimana equivalgano alla visibilità, non avete idea di come oggi si muove il mercato di questo genere di prodotti.
Quella in cui tutti quelli che creano contenuti sono coinvolti è una battaglia per l’attenzione.
L’equivalenza “metto un video online, quindi ho visibilità” è figlia di un concetto che è più vicino alla televisione con le valvole che all’H.265. Se non avete idea di cosa sia quest’ultimo, quello è esattamente il punto. C’è stato un momento nella produzione dei contenuti audiovisivi nel quale era il broadcaster a decidere cosa sarebbe andato in onda: tanti prodotti, un solo canale di diffusione.

Esempio prettamente italico: Sanremo. Tutti guardavano il festival sullo stesso canale perché c’era solo quel canale. Era quindi la presenza sul canale a renderlo importante. Avanti veloce nell’era digitale. Oggi è il prodotto Festival di Sanremo a rendere quel canale di successo; se venisse trasmesso su una piattaforma digitale, gli spettatori semplicemente si trasferirebbero lì. Avete presente le app sul vostro schermo da 70 pollici in salotto? Quelle.
Oggi il calcio a 5 può trasmettere tutte le partite che vuole, ma se quel contenuto non ha un pubblico, semplicemente non lo guarderà nessuno. Un po’ come aprire il vostro negozio di gelati sulla via principale della città: non è che automaticamente tutti quelli che passeggiano lì decidono di entrare, magari solo quelli che vogliono provare com’è il vostro gelato, che se poi fa schifo magari non tornano più.
Se poi il vostro negozio è aperto solo il sabato e la domenica, mentre gli altri sono aperti tutti i giorni, quali esercizi commerciali pensate siano capaci di fidelizzare un pubblico? Se pensate che non ci sia speranza per uno sport come il futsal di diventare mainstream, beh, la situazione può solo peggiorare.

Già, perché oggi, mentre vi scrivo, la realtà del prodotto “sport competitivo” racconta che sono le personalità sul web a trascinare il pubblico verso nuovi mercati e non viceversa. Il rumore di fondo del web oggi è molto forte ed è destinato solo ad aumentare, come ha dimostrato l’arrivo dei video prodotti con l’AI (LLM). Solo su YouTube la stima è di 5 miliardi di video consumati in streaming ogni giorno. Quindi la domanda è: cosa fa il futsal italiano per elevarsi sopra il rumore di fondo di cinque miliardi di video?
Se l’idea è trasmettere “qualsiasi cosa”, beh, “good luck”, davvero buona fortuna, futsal. Se le partite di calcio a 5 di vertice non raggiungono nemmeno una manciata di spettatori, immagino le folle oceaniche che accorreranno a guardare partite dal livello discutibile, giocate in luoghi ancora più discutibili.
Qualche giorno fa sul Washington Post c’era un articolo che raccontava di come si sia aperto un mercato per i “kdrama” verticali divisi in puntate da sessanta secondi. Cosa c’entra questo con il futsal? Tutto. È l’esempio più lampante di come il mercato si sposti dove c’è il pubblico, non viceversa. Ci si inserisce in una porzione di mercato magari inesplorata ma che è utilizzata da potenziali nuovi clienti.

Volete un altro esempio? Eccolo. Avete presente i fumetti Marvel? Quelli ostinatamente di carta, quelli che hanno generato anche troppe trasposizioni cinematografiche. Ecco, quelli. Da qualche giorno sono sbarcati su una delle principali piattaforme di distribuzione di manhwa — ancora una volta, se non avete idea di cosa siano, è quello il punto.
Perché? Perché cercano potenziali nuovi clienti, spettatori, fan, chiamateli come volete. Inoltre abbracciano un diverso sistema economico, un diverso concetto di monetizzazione dei contenuti. C’è Spiderman su WebToon e potete scaricare l’app gratis sul vostro smartphone, oppure guardarla dal PC/Laptop.
Ieri s’è giocata la prima partita della nuova stagione di NFL, è stato lanciato Madden 26 e indovinate un po’? Stasera (venerdì 5 settembre) lo stadio di San Paolo, in Brasile, sarà tutto esaurito per Los Angeles Chargers vs Kansas City Chief per quella serie di partite che la National Football League chiama: International.
Il tempio dello Sport Club Corinthians Paulista, esaurito in ogni ordine di posti. Nella terra del calcio e, se proprio insistete, anche del futsal. Non è nemmeno la prima volta — s’è giocato lì già nel 2024. Ci sono sport che osano andare a caccia di nuovi spettatori in posti dove tutti guardano altro, letteralmente un altro football, ma qualcuno con una manciata di partite pensa di essere visibile.
Buona fortuna, futsal.

