La Formula 1 si prepara ad accogliere un nuovo capitolo della sua storia: Cadillac ha ufficializzato la sua formazione piloti per il debutto nel 2026, confermando Sergio Perez e Valtteri Bottas come duo di esperti vincitori di Gran Premi. Ma dietro questo annuncio si nasconde molto più di una semplice presentazione: parliamo di strategie, dubbi superati e ambizioni americane che puntano a lasciare il segno nel circus più prestigioso del motorsport mondiale.
Il ritorno di Perez: dai dubbi alla fiducia totale
Non è stato tutto rose e fiori per arrivare a questa decisione. Mentre Bottas ha mantenuto il collegamento con la Formula 1 grazie al suo ruolo di pilota di riserva Mercedes, la situazione di Perez era decisamente più complessa. L’uscita traumatica dalla Red Bull, con un contratto rescisso due anni prima della scadenza naturale, aveva lasciato qualche interrogativo.
Dan Towriss, CEO di Cadillac F1, non ha nascosto che inizialmente c’erano “domande e scetticismo” riguardo al messicano. Il management della squadra americana ha voluto vederci chiaro, arrivando persino a consultare il personale Red Bull per capire cosa fosse realmente successo negli ultimi mesi in Austria.
Il risultato? Perez ha “superato a pieni voti tutti i nostri test”, come ha raccontato Towriss. E a dare ragione al pilota di Guadalajara ci hanno pensato i suoi successori: Liam Lawson è durato appena due gare, mentre Yuki Tsunoda non ha brillato particolarmente. Insieme hanno raccolto solo sette punti, praticamente dimostrando che il problema era più della Red Bull che di Perez stesso.
Bottas in bilico tra Mercedes e Cadillac
Se per Perez la strada era libera, Bottas si trova in una situazione più delicata. Il finlandese ha ancora impegni significativi con Mercedes come pilota di riserva principale, e non è solo questione di apparire nei video social del team di Brackley. Mercedes ha pianificato un calendario di test basandosi sulla sua disponibilità, e la transizione verso Cadillac è ancora in fase di definizione.
Towriss ha ammesso che stanno “ancora lavorando sui dettagli” per capire quando Bottas potrà dedicarsi completamente al progetto americano. Molto probabilmente il finlandese completerà la stagione 2025 con Mercedes, limitando il suo coinvolgimento immediato con Cadillac, anche se senza bloccare del tutto la sua partecipazione al nuovo progetto.
Test in pista con una vecchia Ferrari
Mentre Bottas deve ancora districarsi tra i suoi impegni attuali, Perez è libero di iniziare subito. E questo significa visite in fabbrica, sessioni al simulatore e, soprattutto, test in pista con una monoposto di Formula 1 più avanti nell’anno.
Non avendo vetture Cadillac disponibili (il team è completamente nuovo), la squadra utilizzerà la partnership con Ferrari per accedere a una monoposto del 2022 o 2023. Graeme Lowdon, team principal di Cadillac, ha confermato che introdurranno test con vetture reali quest’anno, collaborando con un altro team dato che non ne hanno una propria.
Ferrari ha infatti siglato un accordo per fornire al team Cadillac le power unit e il cambio a partire dal 2026, rendendo naturale questa collaborazione anche per i test privati. Sarà un’opportunità preziosa per Perez di ritrovare il ritmo dopo un anno di pausa e per il team di raccogliere dati preziosi nel mondo reale, andando oltre le simulazioni complete dei weekend di gara che stanno già conducendo.

Cosa ha convinto i due piloti
L’entusiasmo di Perez e Bottas per il progetto è genuino, ma entrambi sono realisti riguardo alle aspettative. Non si tratta di tornare ai fasti vissuti rispettivamente in Red Bull e Mercedes, ma di abbracciare una sfida completamente diversa.
Oltre agli evidenti aspetti economici di un contratto pluriennale, quello che li attrae davvero è l’opportunità di costruire qualcosa da zero. Bottas lo ha detto chiaramente: sarà una “montagna” di lavoro, ma è proprio per questo che vuole farne parte e “sporcarsi le mani con il team”.
Entrambi i piloti hanno lasciato la Formula 1 nel 2024 non per scelta propria, e questo li motiva ulteriormente. Perez aveva bisogno di tempo per processare l’uscita dalla Red Bull e ritrovare la gioia di correre, mentre Bottas ha scelto il ruolo in Mercedes proprio per rimanere rilevante e posizionarsi per questa opportunità con Cadillac.
Perché niente piloti americani
Una delle domande più frequenti riguarda l’assenza di piloti americani in un team che porta il nome di un marchio iconico degli Stati Uniti. La risposta è pragmatica: l’esperienza ha vinto su tutto.
Cadillac aveva opzioni interessanti: TWG, uno dei proprietari, ha il team Andretti IndyCar con vincitori di gare come Colton Herta e Kyle Kirkwood. C’era anche Jak Crawford di Aston Martin, in lotta per il titolo di Formula 2. Ma la priorità dell’esperienza in Formula 1 e l’ineleggibilità di Herta per la superlicenza hanno reso irrealistiche queste opzioni per la formazione inaugurale.
Towriss ha comunque confermato che uno degli obiettivi di Cadillac è creare un percorso per più piloti americani in Formula 1, ma questo richiederà tempo e pianificazione a lungo termine.
La scelta “unanime” dell’esperienza
La decisione di puntare su due piloti esperti è stata “unanime” tra tutti gli stakeholder del progetto. C’era un ampio pool di giovani talenti disponibili, inclusi ex-piloti F1 come Zhou Guanyu, Mick Schumacher, Jack Doohan e potenziali esordienti come Felipe Drugovich e Paul Aron.
Ma Cadillac ha scelto di massimizzare l’esperienza in entrambi i sedili, con alcuni dei piloti più giovani che potrebbero assumere ruoli di riserva o al simulatore. Towriss ha ammesso che è stata una decisione “difficile” escludere piloti più giovani, ma “l’esperienza in Formula 1 ha avuto la meglio.
L’enfasi è chiaramente sull’influenza che Perez e Bottas potranno avere sullo sviluppo del team e della vettura. Mark Reuss, boss di General Motors, ha addirittura affermato che il feedback dei piloti nello sviluppo della vettura sarà “una pietra miliare nei libri di storia per Cadillac”.
Due narrazioni a confronto
Emergono chiaramente due filoni narrativi diversi nel progetto Cadillac. Da un lato, il team di proprietà GM che diventerà una entry works completa non può che avere aspettative elevate, con quel tocco di spavalderia americana che non guasta mai.
Towriss ha definito l’annuncio dei piloti “più di un semplice annuncio di formazione, è l’inizio di un nuovo capitolo del motorsport americano. Reuss parla di costruire “le fondamenta per il motorsport a stelle e strisce, che sarà un’eredità straordinaria per Cadillac, GM e lo sport.
Ma la realtà del 2026 sarà probabilmente molto diversa. Cadillac si ritroverà quasi certamente in fondo alla griglia, forse con un margine significativo. Nessuno all’interno del team si aspetta realisticamente di ripetere il debutto da punti di Haas nel 2016.
Per questo motivo, tutta la retorica viene mantenuta volutamente vaga, perché fissare tempistiche specifiche sarebbe sciocco. E la narrativa a lungo termine di un progetto destinato al successo viene bilanciata da Lowdon, che conosce benissimo quanto sia difficile la Formula 1 avendo guidato il team Virgin/Marussia/Manor dal 2010 al 2015.
Il motore è “in anticipo sui tempi”
C’è un’enorme quantità di lavoro da completare entro l’inizio del 2026, tanta che il team non mostrerà la sua vettura fino a dopo aver girato nei test privati di gennaio. Towriss ha spiegato che solo a febbraio 2026 Cadillac sarà in grado di rivelare il suo “prodotto finale”.
Quello che suona più incoraggiante è il progetto motore a lungo termine. General Motors ha annunciato la formazione di una nuova compagnia per le power unit del progetto F1 Cadillac, con un motore works pianificato per il 2029.
Reuss ha dichiarato che il progetto è nei tempi previsti e ha suggerito che i motori sui banchi prova stanno già diventando unità più grandi e complete. Towriss si è spinto oltre, mostrandosi piuttosto ottimista riguardo al quadro generale del progetto. Ha affermato che lo sviluppo del motore, guidato da Russ O’Blenes, è “effettivamente in anticipo sui tempi più di quanto la gente realizzi”.
È raro che un costruttore si mostri soddisfatto dei progressi del proprio motore. Nel migliore dei casi, il lavoro di GM sta andando davvero benissimo, nel peggiore sta sottovalutando la complessità del compito o ha fissato obiettivi iniziali troppo bassi.

Il verdetto: una scommessa calcolata
La decisione è stata presa: Cadillac schiererà i vincitori di gare Sergio Perez e Valtteri Bottas per la loro prima stagione F1 nel 2026, con i due che condividono oltre 500 Gran Premi corsi. È una scommessa calcolata che punta tutto sull’esperienza e sulla capacità di costruire dalle fondamenta.
Il 2026 sarà probabilmente un anno di apprendimento e sopravvivenza per Cadillac, ma con Perez e Bottas al volante, il team americano avrà almeno la certezza di avere due piloti che sanno cosa significa lottare per vittorie e podi. E forse, proprio questa esperienza, potrà fare la differenza nel lungo periodo, quando il progetto americano inizierà davvero a mostrare le sue ambizioni.
La Formula 1 si prepara ad accogliere l’undicesimo team: Cadillac è pronta a scrivere il suo capitolo nella storia del motorsport più prestigioso al mondo.

