Any Given Saturday

Ogni Maledetto Sabato, una traduzione che ho sempre trovato la più fedele possibile, nonché l’unica praticabile. Disponibile su Netflix e su canali meno convenzionali. Da vedere non solo perché questa docuserie (non sono nemmeno sicuro, si possa descrivere così) è l’ennesimo figlio di Drive to Survive, ma perché racconta una serie di storie che contano davvero.

Le storie sono sempre interessanti, anche quando parlano di uno sport che non conoscete. A giudicare dai numeri e dal denaro che circola nel College Football made in USA, siete rimasti in pochi a non distinguere tra SEC e ACC.

La Macchina da Soldi della SEC

SEC: Southeastern Conference. Una lega che solo nella passata stagione ha incassato 564 milioni di dollari di diritti televisivi, con abbonamenti generazionali che si tramandano come cimeli di famiglia. Ma perché mai avrebbe bisogno di una serie stile Drive to Survive?

La risposta arriva direttamente dalla bocca di Stefano Domenicali, CEO della Formula 1, in dichiarazioni recenti sulla necessità di espandere il calendario. Il Circus della Formula Uno, secondo il suo massimo responsabile, deve costantemente cercare nuovi modi per generare contenuti e mantenere alta l’attenzione. Se questo vale per la F1, immaginate per gli altri sport.

Pensare che ci sia qualche dirigente sportivo di discipline minori convinto che 20 partite l’anno bastino per alimentare la macchina dei contenuti fa quantomeno sorridere. Genera una certa ilarità, alla luce di quanto sta accadendo nel mondo dello sport-spettacolo.

Il Tributo a Oliver Stone

Il titolo richiama chiaramente l’iconico film di Oliver Stone “Any Given Sunday”. Ed è proprio in questo omaggio a una pietra miliare del racconto sportivo cinematografico che risiede la forza di questa produzione Netflix.

Il solco narrativo è ormai tracciato. Come in Drive to Survive, anche questa serie SEC Football spiega a possibili nuovi fan cosa rende speciale la Southeastern Conference: protagonisti, dinamiche della stagione precedente, preparazione a quella imminente. Una sorta di Bignami (che con mia grande sorpresa esistono ancora) per mettervi al passo con questo universo sportivo.

Il Segreto del Montaggio

Tutto girato durante la stagione precedente alla messa in onda, è il montaggio a posteriori che rende interessante il prodotto anche a chi non ha mai seguito o addirittura non conosce le regole del college football americano.

Il grande abbaglio di molte discipline sportive è credere che sia lo sport stesso, la meccanica del gioco, a renderlo speciale. Niente di più sbagliato: sono sempre e solo i protagonisti.

La disciplina sportiva è il megafono, la cassa di risonanza per quelle storie umane. Ai fan importano i protagonisti, i loro idoli. Se al college football sostituite la NFL, il risultato non cambia. Ma se a entrambi togliete le storie dei principali attori, non resta altro che 22 esseri umani impegnati in una serie di esercizi di cardio fitness.

Due Modi per Raccontare lo Sport

Lo sport si può raccontare essenzialmente in due modi. Attraverso le storie dei suoi protagonisti principali: così avrete Friday Night Lights o Drive to Survive. Oppure scegliere di raccontarlo dagli spalti: ed ecco Sunderland ‘Till I Die.

Ma se provate a raccontare solo quello che avviene in campo: le giocate, i sorpassi, i salti, i record, siete destinati all’oblio televisivo. Non ve lo dico io: è la lezione che arriva da ogni prodotto di successo nel panorama dei documentari sportivi contemporanei.

Any Given Saturday lo sa bene. E per questo funziona.

Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.