Expendī, vīcī, evanuī

In un’estate afosa quanto del tutto inusuale per il calcio a cinque femminile, stride la differenza tra squadre che hanno già iniziato la preparazione e squadre che non hanno ancora annunciato i nuovi ingressi. Nel mezzo, la moltitudine di presentazioni tra addetti al magazzino e aiuto autisti.

La dissoluzione organica di alcune squadre e la conseguente diaspora di giocatrici, anche verso lidi oltre il confine italico, hanno certamente ridisegnato la mappa dei centri di potere sportivo del futsal femminile. Due squadre, una addirittura neopromossa, hanno organici che per numero e qualità possono ambire a recitare un ruolo da protagoniste.

Roma e CMB, poi la Kick Off e un Francavilla che proverà a prendersi ancora una volta la quarta piazza. Sarà più interessante, credo, la lotta per non finire tra le ultime quattro rispetto a quella per vincere titoli: le differenze sono abbastanza nette. In compenso, a meno di non essere tra le ultime quattro, un posto in Coppa Italia e ai playoff, mai come nella prossima stagione, sarà garantito a tutti, o quasi. Già immagino i titoli sulle pagine social: “storica qualificazione”. E già, storicamente non essere tra le ultime quattro è storico, a modo suo.

Le giocatrici che ad oggi non si sono ancora accasate probabilmente resteranno negli organici delle squadre per le quali hanno militato nella passata stagione. Qualcuna potrebbe anche smettere, qualcuna dovrebbe, ma finché si riesce anche solo a camminare, in alcuni contesti sportivi è più che sufficiente per trovare un ingaggio.

Difficile oggi immaginare una parabola sportiva ed economica differente da quella che negli ultimi anni ha delineato la storia del futsal femminile. Si spende (troppo), si vince (tanto), si sparisce (presto). Se il ridimensionamento delle due finaliste scudetto, quello del Pescara ha anche del drammatico nella sua accezione sportiva, non ha indotto a una profonda riflessione sulla sostenibilità di questa disciplina, nulla può.

Allora si continua a raccontare di movimenti di mercato, di anticipazioni e di improbabili presentazioni. A proposito: tempo fa un profilo social, “Commenti Memorabili”, faceva dell’ironia su una squadra di terza divisione greca che da qualche stagione presentava il suo magazziniere come fosse l’acquisto di un giocatore. Così.

A mesi dalla fine della passata stagione, ci sono giocatrici che ancora attendono diverse mensilità dovute da club ormai dissolti o, incredibilmente, ancora regolarmente iscritti. Nulla di così drammatico come la situazione della Lega Pro di calcio, certo. Ma figlia di una concezione per la quale lavorare nello sport, in fondo, non è un vero lavoro.

Una stagione, quella ormai già iniziata, con un lungo intermezzo per il Mondiale di Futsal Femminile nelle Filippine. O i Worlds a Shanghai nello stesso periodo. Certo, i Worlds non interrompono la stagione agonistica del futsal femminile, ma diciamo che svoltano decisamente quella degli esports. Nel più grande arcipelago dell’Asia, finalmente il Brasile potrà vincere un vero titolo mondiale e le altre potranno applaudirle mentre succede. Cosa accadrà nei rispettivi campionati dopo una kermesse che sicuramente lascerà delle scorie nelle gambe e nella mente è tutto da scoprire.

A proposito di Shanghai. Sei impegnata e quindi non dire che non ti ho invitata… ma se hai da fare con questa cosa di alzare la prima Coppa del Mondo di Futsal, io che posso farci? Però dai… ci sarà un Worlds anche l’anno prossimo, di quello sono sicuro.

Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.