Come Jonathan Wheatley sta trasformando il team svizzero nel nuovo colosso tedesco
Quando Audi ha annunciato nel 2022 il suo piano per rilevare Sauber, la prospettiva di veder sfrecciare una monoposto con i quattro anelli sembrava così lontana da far pensare a una favola. Eppure eccoci qui, a meno di sei mesi dai primi test pre-stagionali del 2026, con una realtà che sta prendendo forma in modo sorprendente.
Il punto di svolta: dall’incubo al sogno
Non molto tempo fa, l’idea che Sauber potesse diventare una vera minaccia in pista sembrava fantascienza pura. Il team aveva sprecato anni preziosi, arrancando malamente dopo un inizio promettente con le nuove regolazioni aerodinamiche ad effetto suolo. Ma poi è arrivato lui: Jonathan Wheatley.
L’ex direttore sportivo della Red Bull ha ufficialmente preso le redini come Team Principal il 1° aprile 2025, debuttando al Gran Premio del Giappone. E indovinate un po’? Da quando è arrivato Wheatley, le cose hanno iniziato a girare per il verso giusto.
Non è solo una coincidenza temporale, anche se in Formula 1 sappiamo bene che i miglioramento richiedono tempo per materializzarsi. Il vero punto di svolta è stato a luglio scorso, quando Audi ha fatto piazza pulita sostituendo Andreas Seidl con Mattia Binotto come CEO. Una mossa che ha portato al reclutamento di Wheatley e ha trasformato un team che l’anno scorso faceva davvero pena.

Il miracolo di Silverstone e oltre
Parliamo di risultati concreti. Nico Hulkenberg ha conquistato il suo primo podio in carriera a Silverstone 2024, finendo terzo dopo 239 gran premi e partendo dalla diciannovesima posizione. Un risultato che ha fatto esplodere letteralmente l’hospitality Sauber e non solo per il champagne!
Ma non è stata solo fortuna. Quella prestazione è arrivata perché finalmente la macchina aveva il passo giusto. E non parliamo solo di Silverstone: il quinto posto in Spagna, i punti conquistati con costanza… Sauber ha dimostrato di poter lottare regolarmente per la top 10.
Come racconta lo stesso Wheatley con un pizzico di ironia: “Ero seduto al muretto, nella mia comfort zone, stavamo lottando per un podio, niente di insolito per me. La strategia non prevedeva di essere doppiati o di dover recuperare giri… tutto normale. Abbiamo conquistato un ottimo terzo posto. Ho fatto due chiacchiere con Nico alla radio, poi quando mi sono girato ho visto tutto l’ambiente esplodere! Ho pensato: ‘Ah già, in effetti questo è davvero un grande risultato'”.
La filosofia del “rispetto”
Wheatley ha una parola chiave per descrivere questi mesi di transizione: rispetto. Non solo verso la storia di Sauber – un team che ha portato due macchine in griglia per 33 anni in condizioni spesso disperate – ma anche verso l’eredità di Audi stessa.
“I prossimi sei mesi riguardano il rispetto, in molti modi,” spiega Wheatley. C’è una ricca storia qui a Sauber, di una squadra incredibile che ha raggiunto tanti grandi traguardi partendo da origini molto umili. Il motivo per cui Audi ha quattro anelli è che non ha mai dimenticato le sue radici – quella responsabilità la capiamo bene anche Mattia ed io.

I problemi strutturali (e come risolverli)
Non facciamoci illusioni: la strada è ancora lunga e piena di ostacoli. Wheatley è stato onesto sui problemi che ha trovato arrivando in Svizzera. La struttura organizzativa era un po’ un caos, le responsabilità non erano chiare, gli spazi di lavoro insufficienti – tutte cose che nei team grandi si danno per scontate.
“Mi aspettavo un team senza molta energia, magari un po’ datato demograficamente,” ammette Wheatley. “È esattamente l’opposto. C’è un’ambizione enorme in questo team molto giovane.”
Il problema principale? Le infrastrutture. La sede di Hinwil ha bisogno di ammodernamenti, la galleria del vento è datata, gli uffici scarseggiano. Ma questi sono problemi risolvibili con gli investimenti giusti – e Audi di soldi ne ha parecchi.
La corsa contro il tempo verso il 2026
L’obiettivo dichiarato è ambizioso ma non più impossibile: vincere gare e campionati entro la fine del decennio. Wheatley è realista: “Non è una linea retta, non è una progressione semplice. Ci sono tornanti su quella strada, ci sono avvallamenti e dossi di tutti i tipi.”
Il 2026 sarà cruciale, con l’arrivo delle nuove power unit e il debutto ufficiale del marchio Audi. La domanda è: riuscirà il motore sviluppato a Neuburg an der Donau a essere competitivo fin da subito? Su questo punto le aspettative devono rimanere realistiche.

I segnali positivi
Intanto, i segnali di cambiamento si moltiplicano. Revolut è stato annunciato come title sponsor, il motorhome dell’era BMW verrà sostituito, la livrea del 2026 sarà completamente nuova. Ma soprattutto, il team sta crescendo: se Williams ha superato le 1000 persone, Sauber sta seguendo la stessa strada di espansione.
“Abbiamo una campagna di reclutamento piuttosto ambiziosa in corso,” conferma Wheatley. “Stiamo ancora gettando le fondamenta, ma non vedo impedimenti nel nostro percorso.”
Il fattore umano
Una delle cose che colpisce di più nell’approccio di Wheatley è l’attenzione alle persone. La Formula 1 riguarda le persone,” ripete spesso. E forse questo è il segreto del miglioramento operativo che Sauber ha mostrato in pista.
“Dal punto di vista del race team, abbiamo fatto passi enormi in termini di comunicazione e strutture organizzative,” spiega. “E non abbiamo finito. C’è ancora molto che voglio raggiungere.”

Conclusioni: una trasformazione credibile
Se qualcuno ci avesse detto un anno fa che Sauber sarebbe stata capace di lottare regolarmente per i punti e conquistare un podio, probabilmente avremmo riso. Oggi invece la trasformazione è tangibile e credibile.
Audi ha fatto le mosse giuste: Binotto per la strategia generale, Wheatley per la gestione operativa, investimenti seri nelle infrastrutture e nel personale. Il rispetto che Wheatley cerca di costruire intorno al progetto si sta materializzando in risultati concreti.
Certo, la strada verso vittorie e titoli è ancora lunga. Ma per la prima volta da anni, quando si parla del futuro team Audi non si ha più l’impressione di assistere a una barzelletta. E in Formula 1, credibilità e rispetto sono il primo, fondamentale passo verso il successo.
La stagione 2025 sarà l’ultima di transizione per quello che dal 2026 diventerà ufficialmente il team factory Audi. Con Wheatley al comando e una struttura che finalmente sembra aver trovato la giusta direzione, l’attesa per vedere i quattro anelli sfrecciare in pista non è mai stata così elettrizzante.

