In un tranquillo giorno d’agosto, nel placido stagno del futsal mercato, contraddistinto da “ve l’avevo detto prima io”, da anticipazioni e posticipazioni o forse erano costipazioni, chi può dirlo, ecco che entra in scivolata il talentuoso argentino Borruto.
Al secolo Cristian Alejandro Borruto, in forza al Napoli Futsal. Una story su IG racconta di aver appreso, a suo dire, di un cambiamento delle condizioni del suo contratto unilateralmente decise dalla società per la quale è attualmente tesserato e per la quale ha da poco rinnovato il contratto.
La foto acclusa alla storia lo ritrae con la maglia del Pesaro. Non proprio recentissima. Se questa fosse l’unica stranezza potremmo pensare ad una estivissima boutade, ma c’è un particolare a destare più di un sospetto. Il contratto è stato appena rinnovato con il Napoli. Con quale strumento la società partenopea avrebbe illegalmente modificato un contratto, commettendo un abuso e un reato?

Insomma, si poteva trovare una ragione, una scusa migliore, per trovare un modo di accasarsi altrove. Quelli che pensano male ma spesso ci azzeccano puntano il dito verso una località sui colli romani che ha un allenatore con il quale l’argentino ha condiviso l’avventura sportiva, ritratta dalla maglia nella foto.
Il Napoli, che deve battersi contro i contratti Allegri (non Massimiliano ovviamente) del futsal anche internazionale, non è nuovo a questo e non si è mai tirato indietro. Non si fa attendere e sempre tramite social arriva la sua risposta ufficiale. Boom!

Bisogna dare a De Crescenzo quel che è di De Crescenzo. A Pulcinella quello che è di Pulcinella, oppure a Troisi quello che è di Troisi. La risposta del Napoli ha dei tratti di genuina genialità narrativa. Mischia sapientemente il tono colloquiale e un po’ triviale con quello ufficiale.
“Pagare moneta vedere cammello” è la svolta narrativa che ti fa ridere e riflettere. Chapeau. Ho meno apprezzato la citazione filmografica su “I mercenari”. Perché non avevo idea che il film fosse “The Expendables”: non è propriamente “mercenari”, è una accezione più vicina a “spendibili”, quindi il giocatore potrebbe essere spendibile. Migliorabile.
È indubbio il malessere del giocatore. E sinceramente i “motivi personali” funzionavano meglio come scusa per accasarsi altrove, rispetto a quella di accusare qualcuno di un comportamento non corretto. Il giocatore poteva evitare la grafomania e non firmare il rinnovo, ad esempio. Ma soprattutto poteva evitarsi, dopo una lunga carriera, di scivolare su dichiarazioni “qui mi sento a casa”: che poi, dov’è esattamente “qui”?
Nella speranza, tutta nostra ovviamente, che ci sia un seguito a questa beef, continuate pure a segnalarci tutte quelle che vi capita di incontrare: c’è spazio quasi per tutti.

