Caffè Corretto – Trends e Sport al Femminile

Nelle ultime 48 ore di questo caldissimo fine luglio, anno del signore 2025, l’Italia femminile di volley ha battuto il Brasile e ha vinto, di nuovo, la Nations League. L’Inghilterra femminile vince l’Europeo di calcio, battendo ai rigori la Spagna. Tuttavia per i media sportivi con maggiore seguito lo spazio è occupato da cose in ordine sparso: il mediano che serve all’Inter di Chivu per la Gazzetta, il Corriere dello Sport che relega le due notizie dopo le foto in costume da bagno della moglie di qualche giocatore di calcio.

Se pensate che questo sia tristissimo, vi sbagliate. Può andare anche peggio. Se sbirciate anche distrattamente i trend delle ricerche su Google nelle ultime 48 ore scoprirete che la notizia della vittoria dell’Italvolley femminile viene posizionata al settimo posto.

Può sembrare un buon risultato fino a quando non scorrete la lista verso l’alto. Scoprirete che l’amichevole tra Como e Ajax occupa il terzo posto. Certo, le altre notizie in trend di crescita sono praticamente dei necrologi ed è noto quanto la morte faccia sempre “notizia”, soprattutto quando non riguarda i nostri cari.

Nulla che debba preoccupare il calcio a 5 italiano, che continua a dedicare un post a ogni singolo nuovo tesseramento in divenire. Vi immaginate il calciomercato (quello vero) che dedica spazio a ogni singolo giocatore di Lega Pro e Serie B che si muove? L’ormai famosa “raffica”, la stringa concisa di semplici informazioni, è l’unica strada percorribile.

Perfino i venditori su QVC non si impegnano tanto nel dettaglio per ogni singolo prodotto.

Ammettiamolo candidamente: alcuni movimenti sono interessanti solo per i protagonisti che leggono il loro nome online almeno una volta, scritto non dai propri parenti. Quanto spazio dedica l’informazione del calcio ai nuovi acquisti dell’Atalanta U23? Oppure quanto spazio dedica il portale Transfermarkt ai movimenti di mercato della Virtus Entella?

Non è forse più semplicemente che nel futsal nostrano accade poco, per la maggior parte del tempo? In un contesto d’informazione che permette ai lettori di fagocitare informazioni a una velocità mai registrata prima, scrivere di qualsiasi cosa, anche la più irrilevante, aiuta a restare nel loop, nel feed almeno degli aficionados.

Accade però che la qualità conti ancora. Il tempo di lettura, cioè quanto tempo il lettore passa sulle pagine, è ancora la metrica fondamentale per stabilire la rilevanza di un contenuto. Quindi quando il lettore legge un articolo di tre righe, impiega 3 secondi e poi sparisce dal contenuto, lo danneggia, non lo aiuta.

Se poi si decide di parlare di sport al femminile, lo svantaggio non è solo numerico ma anche sociale. Non esiste una realtà quantica nella quale Inghilterra-Spagna possa battere la Formula 1 a Spa, non oggi, non nel futuro immediato. Non esiste una base d’interesse che, mentre vi scrivo, permetta di sostenere un business basandosi sulla capacità di monetizzare l’attenzione del pubblico.

Perché non esiste un pubblico numericamente rilevante e non esiste l’attenzione sufficiente. Non è che, solo perché interessa tanto a voi, automaticamente quell’argomento, quello sport, qualsiasi cosa, diventa rilevante per il resto del mondo. Niente storie rilevanti, niente attenzione e niente pubblico.

Triste? Probabilmente.

Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.