Diciamoci la verità: chi se lo sarebbe mai immaginato che Pierre Gasly, dopo essere stato letteralmente demolito da Max Verstappen in Red Bull nel 2019, sarebbe diventato il salvatore di una delle squadre più problematiche della griglia? Eppure, ecco dove ci troviamo nel 2024.
L’Arte di Essere l’Unico a Guidare una Macchina Impossibile
Il francese ha imparato la lezione nel modo più duro possibile. Quando Verstappen ti mette in difficoltà con una Red Bull difficile da guidare, capisci cosa significa dover estrarre ogni centesimo di secondo da una monoposto che sembra avere vita propria. E ora Gasly sta facendo esattamente la stessa cosa ai suoi compagni di squadra in Alpine.
La situazione è piuttosto surreale: Gasly è 13esimo in classifica piloti, davanti a piloti di Aston Martin, Williams, Racing Bulls, Red Bull, Haas e Sauber. E tutto questo con una macchina che né Jack Doohan né Franco Colapinto sono riusciti a portare nemmeno una volta a punti. Pensate un po’: l’A525 è così complicata che solo Gasly riesce a farla funzionare.

I Numeri che Raccontano la Storia
Le statistiche parlano chiaro: il momento di svolta è arrivato in Brasile, dove Alpine ha conquistato una doppia podio storica con Esteban Ocon secondo e Pierre Gasly terzo. Un risultato che ha permesso al team di saltare tre posizioni nel campionato costruttori, arrivando al sesto posto e garantendo potenzialmente un jackpot da 50 milioni di dollari.
Ma prima di questo miracolo brasiliano, la situazione era drammatica. Gasly è riuscito a qualificarsi per la Q3 ben sette volte su dodici tentativi, con una macchina che sulla carta doveva lottare solo per evitare l’eliminazione in Q1. I suoi picchi di qualifica – quinto in Bahrain, ottavo in Spagna, nono in Gran Bretagna – dimostrano che quando tutto va bene, l’A525 può essere veloce. Il problema è che “tutto va bene” capita solo quando Gasly è al volante.
L’Alpine A525: Una Macchina Bipolare
Parliamo dell’elefante nella stanza: l’A525 è una macchina schizofrenica. È rigida, manca di carico aerodinamico (anche se funziona bene ad alta velocità), a volte non ha grip, altre volte ha problemi di qualità di guida, e quasi sempre manca di potenza e di un sistema di recupero/distribuzione energetica efficiente.
David Sanchez, responsabile tecnico di Alpine, lo ha spiegato con una metafora perfetta: “Il carico aerodinamico è come il paracetamolo, risolve tutti i problemi. E quando non ce n’hai abbastanza, i problemi si moltiplicano esponenzialmente.
Il caso Austria è emblematico: Alpine ha scelto di essere più “aggressiva” nelle impostazioni per essere più competitiva in gara, ma questo ha messo sotto stress le gomme posteriori con conseguenze disastrose. È il classico esempio di come in F1 le gomme nuove e il poco carburante possano mascherare i problemi che poi esplodono durante il stint di gara.

Il Paradosso delle Qualifiche vs Gara
Gasly ha una capacità quasi soprannaturale di estrarre performance dalla macchina nelle qualifiche, specialmente quando le condizioni sono al limite. Il suo giro in Q2 a Silverstone è stato un capolavoro: 0,6 secondi più veloce del Q1, riuscendo a infilarsi in Q3 per mezzo decimo quando Alpine si aspettava una doppia eliminazione precoce.
“Ogni curva era assolutamente al limite e tutto è andato perfettamente”, ha raccontato Gasly dopo quella sessione. “Ma guardando il passo, non avremmo mai immaginato di arrivarci”.
Il problema è che questa magia delle qualifiche si trasforma spesso in incubo domenicale. L’A525 “scivola molto”, come spiega lo stesso Gasly, e se con gomme nuove riesce a trovare qualche decimo, in condizioni di gara con degrado e temperature più alte diventa un incubo da guidare.
La Strategia a Lungo Termine: Sacrificare il 2024 per il 2026
Qui entra in gioco la parte più interessante della storia. Alpine ha fatto una scelta coraggiosa e controversa: sacrificare completamente lo sviluppo del 2024 per concentrarsi sul 2026, quando passerà a essere cliente Mercedes per quanto riguarda le power unit.
Sappiamo che dall’inizio dell’anno vogliamo concentrarci sul 2026, e io sostengo completamente questa decisione del team”, ha spiegato Gasly. “Significa anche che non abbiamo sviluppato questa macchina tanto quanto potrebbero aver fatto altri team. Ci ha messo un po’ in svantaggio per quest’anno con la speranza di dividendi migliori per il prossimo anno.”
È una strategia rischiosa che ricorda l’arroganza della McLaren di qualche anno fa, quando era convinta che cambiando da Honda a Renault tutti i problemi si sarebbero risolti. Sappiamo come è andata a finire. Ma Alpine ha dalla sua parte una storia recente di successo: solo tre anni fa, nel 2022, il team di Enstone aveva costruito la quarta migliore macchina della griglia.
L’Aspetto Umano: La Frustrazione di un Campione
La parte più toccante di tutta questa storia è l’aspetto emotivo. Gasly ha descritto perfettamente la frustrazione di un pilota che sa di poter fare di più:
“Come atleta, è probabilmente la cosa più difficile da affrontare. Metti tanto impegno, tanto sudore, tanti sacrifici. Quando vedi qualcuno che a volte sale sul podio che non fa il lavoro giusto ma ha la macchina giusta, poi ovviamente quando finisci fuori dai punti, sentendo di aver fatto tutto quello che potevi con la macchina che hai, non è molto soddisfacente tornare a casa la domenica sera.”
Ma nonostante tutto, mantiene l’ottimismo: “Se tutto questo è per darci la possibilità di lottare per posizioni vere, podi e correre davanti l’anno prossimo, lo farei tutti i giorni della settimana.”

Il Miracolo Brasiliano e le Prospettive Future
Il risultato del Brasile ha cambiato tutto: Gasly stesso ha definito “impensabile” il sesto posto finale di Alpine nel campionato costruttori considerando l’inizio catastrofico di stagione. Per il 2025, l’obiettivo dichiarato è ancora più ambizioso: arrivare tra i primi cinque costruttori.
La doppia podio di Interlagos non è stata solo una questione di fortuna – è stata la dimostrazione che quando tutto si allinea, Alpine può essere competitiva. Ma la domanda rimane: riusciranno a replicare quella magia in modo consistente?
Conclusioni: Il Gamble di Alpine
Pierre Gasly rappresenta tutto quello che di buono e problematico c’è in Alpine in questo momento. È un pilota di talento cristallino che riesce a estrarre performance impossibili da una macchina difficile, ma allo stesso tempo evidenzia quanto il team dipenda da un singolo individuo.
La scommessa del 2026 è enorme: se funziona, Alpine potrebbe tornare a lottare per posizioni di vertice. Se fallisce, rischiano di sprecare anni di lavoro di uno dei piloti più sottovalutati della griglia.
Una cosa è certa: guardare Gasly all’opera con l’A525 è come assistere a un mago che tira fuori conigli dal cappello. Non sempre ci riesce, ma quando succede, è puro spettacolo. E in una Formula 1 sempre più prevedibile, questo tipo di magia è quello di cui abbiamo bisogno.
Resta da vedere se il cambio di power unit nel 2026 sarà davvero la panacea di tutti i mali o se Alpine si troverà a dover affrontare la dura realtà che i problemi sono più profondi di quanto immaginato. Nel frattempo, godiamoci lo show di Pierre Gasly.

