La Serie A femminile di futsal italiano 2025-2026 partirà con dodici squadre, in anticipo sulla riforma programmata dalla Divisione Calcio a 5 (che prevedeva una Serie A a quattordici squadre nel prossimo futuro). Un ottimo risultato, ovviamente salvo dissoluzioni, pareri della COVISOC o effetti collaterali delle liberatorie.
Con dodici squadre al via, se l’obiettivo resta quello di arrivare a 14, le retrocessioni saranno solo di carattere economico anche nella prossima stagione. Sulla reale competitività di alcune squadre iscritte alla Serie A, ci sono più dubbi che scadenze delle tariffe di Donald Trump.
Sulla capacità del movimento femminile di ottenere un ricambio generazionale nella stagione che porterà al primo Mondiale, possiamo onestamente nutrire dubbi. Il susseguirsi di Open Day “per giovani giocatrici”, così in voga nel settore femminile, racconta una mancanza di aderenza alla realtà.
Davvero qualcuno si aspetta che il talento vada da loro, invece di essere loro a cercarlo? Sapete dove si nasconde spesso il talento sportivo? Nella fame, nel bisogno, in quella che possiamo definire povertà. Pensate invece che chi ha talento possa permettersi una scuola calcio? Buona fortuna.

Osservando i roster in formazione della Serie A femminile, si nota come atlete over 40 riescano ancora a competere. Questo rivela più di ogni statistica l’insufficiente livello di queste “nuove leve”.
Nemmeno al maschile va meglio. Se ci sarà il ripescaggio in A del Pescara, avremo probabilmente la squadra con l’età media più alta nei campionati LND. Potremmo quasi sicuramente assistere a una coppia padre-figlio in campo – una situazione che ricorda LeBron e Bronny James (ma quella è la NBA, e LeBron è tra i più dominanti della storia). Storie di talento, appunto.
A Cosenza si celebra l’ingaggio di un giocatore di 37 anni: fate voi.
Perlomeno nel maschile esiste un vasto serbatoio di atleti formatisi altrove, oltre a un ampio bacino di ex calciatori mancati… a meno che non preferiscano la Kings League, che garantisce soldi sicuri e maggiore esposizione mediatica.
Questo è il periodo della stagione in cui, pur di riempire spazi vuoti, si annunciano giocatori che al massimo indosseranno una pettorina. Dovrebbe invece essere un momento di riflessione: perché un NON sport come la Kings League distribuisce ricavi, mentre il futsal italiano accumula debiti?
Buona fortuna, futsal.

