Caffè Corretto – È sempre futsalmercato

Se vi sfugge l’ironia di questo afoso lunedì di luglio, di certo non la troverete sotto l’ombrellone. La massima serie del calcio a cinque italiano, tanto al maschile quanto al femminile, è alle prese con l’allestimento delle squadre, anche se non è ancora ben chiaro quante saranno le squadre effettivamente al via, sicuramente in numero dispari.

Senza un Fabrizio Romano e con la rara eccezione di uno dei “nuovi” portali di calcio a 5, è ancora tutto un susseguirsi di anticipazioni per poi poter dire “ve l’avevo detto io, prima”. Un po’ come quei vecchi al bar che ripetono che si stava meglio quando si stava peggio oppure ricorrono all’immarcescibile: “ai miei tempi”.

Per quelli che si fossero persi tra le miriadi di fumosi rumors, ecco un riassunto estremamente sarcastico. Così, siete avvisati.

Serie A Maschile

Al netto dei proclami di sport in crescita, la massima divisione vedrà un numero dispari di squadre. L’arrivo di Colini sui colli romani in quel di Genzano è il segnale di quanto seriamente patron Tuccillo voglia vincere qualcosa, qualsiasi cosa. È il suo colpo di mercato che probabilmente attirerà alcuni dei fedelissimi del nuovo mister, quelli che non sono andati giustamente in pensione.

Il Napoli tira i remi in barca: due anni di investimenti importanti hanno portato un trofeo in bacheca, ma a meno di bruciare altro denaro sul pagano altare del pallone che rimbalza male, forse è meglio seguire il viottolo che ha portato a Catania due scudetti. Sotto l’Etna non si sono spese cifre folli ma nemmeno si è giocato al risparmio. Catania passerà agevolmente la palude del turno preliminare della Champions League di futsal; poi il destino è segnato dal divario di budget con i club che in Europa investono milioni di euro, non centinaia di migliaia.

Una vasta fascia di rincorsa al primato comprende anche Eboli, Roma e Sandro Abate. In uno spazio agonistico così volatile come quello del calcio a 5 italiano, già esserci deve essere considerato un primato, da festeggiare. Tra i nuovi arrivi registriamo un certo attivismo della neo promossa genovese. La sua travagliata storia l’ha portata ora nella massima divisione; il passato dovrebbe indurre alla cautela, però.

Serie A Femminile

C’è chi partirà già con un meno 3 ma deve ancora capire contro chi giocherà: quante saranno esattamente le squadre? Ancora qualche giorno di pazienza. Nella Serie A femminile basta spostare qualche giocatore per cambiare completamente gli equilibri delle forze nella massima divisione. La liquidazione della rosa del Pescara ha causato una diaspora della quale hanno beneficiato in molti.

C’è chi ringiovanisce mantenendo in rosa i giocatori con più esperienza della Serie A femminile. Per citare un amico: “girala ogni tanto la frittata, altrimenti si brucia.” Più seriamente ci si dovrebbe interrogare sulla qualità delle giovani in un contesto agonistico nel quale possono ancora competere giocatori ben oltre la maturità atletica.

La Serie A femminile sposta i suoi centri; come amo ripetere: pecunia non olet, così nella capitale una neopromossa cerca di assemblare una squadra competitiva da subito, mentre nel piccolo centro della Lucania si tenta di replicare l’esperimento già andato in scena altrove che ha portato i suoi discreti frutti, almeno sportivi.

Se è vero che “al cuore non si comanda”, nella Serie A femminile è spesso proprio il cuore a farlo con autorità.

Nemmeno questa sessione di tesseramenti, mi rifiuto di chiamarlo mercato, almeno fino a quando non sarà legale e consentito cedere i “cartellini” dei giocatori, ha mutato il paradigma che al femminile si è applicato praticamente da sempre negli ultimi dieci anni. Arrivo, spendo, vinco, ridimensiono, sparisco. Non esiste più nessuna squadra che ha vinto lo scudetto tra il 2011 e il 2019. Sipario.

Non ci vuole molto, in fondo, a scoprire che vincere un titolo italiano, in una disciplina minore, non ha alcun valore economico. Nessuno.


Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.