Ecco, finalmente! Dopo chissà quanto tempo passato a rimestare nel calderone dei direttori, la RFEF (la Federcalcio spagnola) ha svelato la sua carta vincente per il futsal: Mario Hernando è il nuovo Direttore Generale del settore. Presentato in pompa magna lunedì scorso (10 giugno 2024, per la precisione) durante la prima riunione del Comitato Esecutivo appositamente creato per guidare la palla a a rimbalzo controllato iberica. C’erano tutti: i big della RFEF e i rappresentanti dei club di Primera e Segunda División. Niente male come esordio.
E Hernando, uomo che evidentemente non ama perdere tempo tra un caffè e una chiacchiera, è partito in quarta. Già in quell’incontro ha svelato ai club le prime linee guida del suo rivoluzionario (si spera) piano per il futsal spagnolo. Obiettivo dichiarato? Riportare il futsal spagnolo in cima al mondo. Un bel traguardo, considerando che ultimamente non è che brillasse proprio come un faro. Ma Hernando sembra convinto.
Durante il suo discorso, ha tirato fuori termini che fanno tanto brochure aziendale di lusso: parla di un “modello di crescita sostenibile” che dovrebbe “massimizzare il valore della competizione“. Tradotto per i comuni mortali? Probabilmente: “Fare soldi in modo intelligente, senza bruciare tutto subito”. Nobile intento.

Ma non è finita qui. I suoi obiettivi sono più concreti e intriganti:
- Costruire un “prodotto premium” per TV e social: Vuole formati pensati per lo spettatore di oggi, non di ieri. Immaginate streaming di qualità, contenuti dietro le quinte, magari pure qualche replay in slow-motion degno di questo nome? Insomma, roba che non sembri ripresa con un telefonino del 2010.
- Capire i tifosi e parlare la loro lingua: Finalmente! Hernando vuole ascoltare i veri appassionati e creare canali di comunicazione che non siano un buco nero. Chissà, magari un dialogo vero sui social, invece del solito monologo istituzionale?
Chi è questo “salvatore” del futsal? Hernando non arriva mica dal nulla. Ha un CV che fa impressione: oltre 25 anni di esperienza. Ha guidato come DG il gigante del World Padel Tour (WPT), trasformando quel circuito in un fenomeno globale. E prima ancora, nella ACB (la Lega spagnola di basket), ricopriva ruoli chiave come Direttore delle Operazioni, Comunicazione e Media. Insomma, un uomo che di sport di squadra, visibilità e business se ne intende. Ha gestito il boom del padel e l’organizzazione complessa del basket di alto livello. Non esattamente il primo arrivato.
La sfida? Enorme. Il futsal spagnolo ha talento da vendere, ma ha bisogno di una regia moderna, di visibilità e di quel “qualcosa in più” che lo renda appetibile oltre le mura delle palestre. Hernando ha le credenziali. Ha lanciato un piano ambizioso. Ora tocca vedere se, oltre alle belle parole e all’esperienza sul curriculum, riuscirà davvero a trasformare il futsal spagnolo in quel “prodotto premium” che sogna. La palla, ora, è letteralmente ai suoi piedi. Buon lavoro, Mario. Ti seguiamo… con un po’ di sano scetticismo da giornalisti, ovviamente.

