Ho notato una crescente discrepanza tra la narrativa impiegata per raccontare alcuni momenti importanti del futsal tricolore e quello che avviene non solo sul campo, ma intorno ad esso.
Pubblico di famiglie festanti, tutti amici, grande atmosfera.

Ma è andata esattamente così?
Vi porto a fare un viaggio, uno di quelli in cui la destinazione resta misteriosa così spetta al lettore indovinare qual è.
Euro 300,00 OMISSIS (come nei documenti riservati resi pubblici).
Perché propri sostenitori in campo avverso per l’intera durata dell’incontro rivolgevano ripetute frasi offensive alla quaterna arbitrale.
A tutti e quattro, anche al povero cronometrista quindi che ha l’unica colpa di spingere un pulsante e prendere appunti. Poveraccio. Qual è la colpa riconducibile all’arbitro che sosta in zona panchine, oltre a quella d’essere d’impiccio, lo ignoro.
Euro 200,00 OMISSIS
Per indebita presenza di propri sostenitori dopo il termine dell’incontro sul terreno di gioco che cercavano di venire a contatto con sostenitori della squadra avversaria senza riuscirvi grazie all’intervento del servizio d’ordine locale e dei Commissari di Campo.
Prendete appunti. Cercate di venire a contatto con i tifosi di parte avversa alla società per la quale fate il tifo costa sostanzialmente meno. Potrebbe essere un’attività post partita più indicata in quanto porta sostanzialmente ad un risparmio. Menate le persone che costano meno insomma.
Euro 500,00 OMISSIS
Per mancata lettura del comunicato antiviolenza prima dell’inizio della gara. Per Corali ingiurie da parte di propri sostenitori nei confronti degli arbitri in più occasioni nel corso dell’incontro. [OMISSIS]…[OMISSIS]
Non ho idea del perché corali nel comunicato originale abbia l’iniziale maiuscola. Leggere il comunicato antiviolenza può risultare perfino comico a questo punto. Ma l’ascolta davvero poi qualcuno degli spettatori? Perché poi alla fine, pagano le società non i tifosi, quindi…Ammenda alta causata anche da una seconda ragione, contenuta nell’omissis che non ha nulla a che fare con lo “splendido spettacolo” sugli spalti.

Personalmente, alla fine un bel “chissene” ci sta. Vado da una vita allo stadio, perfino in quelli di periferia nei quali ho sentito proferire di tutto. Dalla blasfemia radicale ai riferimenti biblici usati come insulto. Per me è parte dello spettacolo, per quanto poco edificante, lo stadio non è un convento di orsoline. È come sempre la narrativa dissonante nel calcio a 5 tra quello che si racconta e quello che accade, il problema.
Portate pure i vostri bimbi al palazzetto, per il grande spettacolo del calcio a 5 italiano. Nel quale un certo numero di persone, di ambo i sessi, accusa di qualsiasi nefandezza tanto gli arbitri quanto gli atleti.
Mi dicono che c’è addirittura la fila fuori.

