Vado via dal palazzetto, di nuovo verso cosa e quel Venezia – Juventus che sapevo m’avrebbe rovinato la serata. Perché il calcio è prima d’ogni altra cosa sofferenza emotiva. Ma torniamo al calcio a 5. S’è appena conclusa una gara 3, quarti di finale, playoff scudetto della Serie A femminile di calcio a 5. Procedo in direzione ostinata e contraria a quelli che tornano dalla spiaggia giustamente brilli.
Per lunghi tratti ho riflettuto su quanto Denise Carturan sia divenuta uno di quei rari, davvero rari, portieri che non ti fanno perdere le partite. Per batterla è necessario fare il giusto sforzo offensivo, solida nelle prestazioni e quella di ieri sera l’ha definitivamente posizionata in quel ruolo.
Esistono estremi difensori come Ana (Sestari) quelli che come ci raccontano quelli istruiti a pane e rimbalzo controllato: “è come se segnassero un gol”. Quei portieri ancora più rari che permettono alla squadra risultati che nel mero rapporto tecnico non dovrebbero raggiungere. Quel tipo di portieri che ti fanno dire: “però senza…”

Denise possiede un misto d’etica di lavoro e tranquillità che ti fanno pensare, in campo, che per fare gol alla sua squadra alle avversarie non basta indirizzare il pallone genericamente verso la porta. Non ti devi ossessivamente preoccupare d’un rimpallo, d’una presa difettosa, d’un cattivo posizionamento.
Avere tra i pali Denise permette agli altri 4 di preoccuparsi con una intensità diversa della fase difensiva. Puoi pensare a ripartire rubando palla invece del disperato: “non devono neanche tirare in porta”. Quando c’è un estremo difensore così, la responsabilità della partita è più equamente divisa e torna ad avere preminenza tutto quello che accade fino all’istante che precede il tiro in porta.
Ventotto anni, che nel calcio a 5 femminile dei dinosauri come Fortino che di anni ne ha 42 è gioca ancora con ottimo risultati in Serie A Maschile, Denise è praticamente una ragazzina. Tecnicamente lei è nel momento della sua massima forma atletica, in quel punto di una parabola agonistica considerata di picco.

Le sue parate non sono bastate a passare il turno. Vero.
Sono però costate il passaggio alla sua squadra? No.
Ed è tutto quello che conta.
Perché con quel tipo di portiere, si finisce anche con il vincere qualcosa.