Colpo di scena per Fortnite: il gioco gratis è tornato sull’App Store USA

Dopo quasi cinque anni di assenza, Fortnite ha fatto ritorno sull’App Store statunitense il 20 maggio 2025, segnando una vittoria simbolica per Epic Games nella lunga guerra legale contro Apple. L’approvazione a sorpresa arriva dopo settimane di tensioni, durante le quali Apple sembrava voler ostacolare deliberatamente la ripubblicazione del gioco, nonostante un’ingiunzione federale che obbligava il colosso a consentire metodi di pagamento alternativi .

Il braccio di ferro legale e il via libera inatteso

La svolta è arrivata dopo che un giudice federale aveva accusato Apple di non rispettare una precedente sentenza, emanata il 30 aprile 2025, che vietava alla società di imporre commissioni su acquisti effettuati al di fuori dell’App Store o di controllare l’aspetto grafico dei collegamenti esterni . Epic Games aveva denunciato i ritardi di Apple come una forma di ritorsione, portando il caso nuovamente in tribunale. Il giudice Yvonne Gonzalez Rogers ha quindi intimato ad Apple di giustificare le sue azioni, minacciando di convocare un dirigente dell’azienda per spiegare pubblicamente le motivazioni del blocco .

Perché il ritorno è avvenuto solo negli USA?

A differenza dell’Europa, dove il Digital Markets Act (DMA) consente l’installazione di store alternativi come l’Epic Games Store, negli Stati Uniti gli utenti iOS possono accedere alle app solo tramite l’App Store ufficiale. Questo spiega perché Fortnite, già disponibile in Europa dal 2024 tramite piattaforme terze, abbia dovuto rientrare nello store di Apple per tornare accessibile ai giocatori statunitensi . Per gli italiani e altri europei, invece, l’opzione di scaricare il titolo tramite store alternativi rimane l’unica via, almeno finché Apple non adeguerà globalmente le sue politiche .

Impatto sul mercato e sulle strategie aziendali

Il ritorno di Fortnite non è solo una questione simbolica. La sentenza apre la strada a sviluppatori come Spotify e Netflix per aggirare le commissioni del 15-30% di Apple, collegando direttamente gli utenti a pagamenti esterni. Amazon, ad esempio, ha già aggiornato la sua app Kindle per includere pulsanti diretti al sito web, evitando così le fee . Tuttavia, Apple continua a difendere il proprio modello, sostenendo che l’App Store garantisce sicurezza e affidabilità, e ha annunciato un ricorso contro la decisione .

Un futuro incerto per Fortnite e per l’ecosistema iOS

Nonostante il successo legale, analisti come Gil Luria di D.A. Davidson sottolineano che Fortnite potrebbe non riconquistare il picco di 116 milioni di utenti iOS registrati nel 2020, dato il calo di popolarità negli ultimi anni . Intanto, il caso ha implicazioni più ampie: se confermata, la sentenza potrebbe erodere una fetta significativa dei ricavi dei servizi di Apple, che nel trimestre di marzo 2025 hanno generato 27 miliardi di dollari .

Conclusioni: Una battaglia vinta, ma la guerra continua

Il rientro di Fortnite negli USA rappresenta un capitolo cruciale, ma non definitivo, nello scontro tra controllo aziendale e apertura dei mercati digitali. Con Apple in attesa di appello e regulatorie globali (dal Giappone al Brasile) che osservano attentamente gli sviluppi, il futuro dell’App Store e delle sue politiche rimane aperto a nuovi scontri e riforme . Per gli sviluppatori, intanto, si profila un’era di maggiore libertà, anche se il prezzo da pagare potrebbe essere una frammentazione senza precedenti dell’ecosistema iOS.