Nella prossima stagione l’italico futsal non sarà più all’insegna dell’autarchia, delle fedi donate alla patrio parquet. Finisce così in fretta un epoca di rivoluzione, di rivitalizzazione dei vivai tricolori di calcio a 5. Che poi questi vivai siano pressoché inesistenti è un discorso per un tempo diverso da questo.
Venti giocatori a roster in Serie A, dal quale non è chiaro come si entri o si esca. Arriva poi il colpo di genio dialettico: il formato in Italia. Prendete un giovane di belle speranze diciannovenne, lo parcheggiate 3 stagioni fino ai 21 anni, nella vostra formazione “primavera” e casomai ci vincete anche qualche coppa di plastica. A 21 anni eccovi un giocatore argentino/brasiliano pronto per giocare da formato in Italia. Li sommate agli altri e…
Voilà. We are back in time.
Ricordate quando la “Riforma Bergamini” fu difesa anche da questo stesso direttivo come un caposaldo del nuovo corso dell’italico rimbalzo controllato? Era l’unica cura possibile per risollevare le sorti dell’orgoglio azzurro che nel calcio a cinque veniva e viene, vilipeso anche dalla “prima” Finlandia che passa. Solo gli stolti non cambiano idea, vero.
Solo i politici però sono capaci di raccontarvi d’essere nel giusto quando fanno qualcosa e poi il contrario, l’esatto opposto.

La realtà, quella che abbiamo provato a raccontarvi e che quella riforma aveva reso insostenibili i costi. La competitività era poca allora, è povera oggi. Il protezionismo è sempre stato un fallimento a livello economico e finanziario, chiedete ai cittadini americani oggi se sono felici dei prezzi con le tariffe. Quelle norme erano delle tariffe.
Messe al bando le tensostrutture per la Serie A.
Bravi.
Era anche ora.
Domanda. Quante deroghe ci saranno in Serie A?
L’italia è il paese del condono, della rottamazione e delle deroghe.

A proposito di deroghe. Sei giocatrici fuori quota in under 19 femminile. Sicuri che si possa chiamare ancora “campionato under 19? In campo ne vanno cinque, fate un po’ voi. Sicuri di voler agevolare lo sviluppo del settore giovanile femminile impiegando le “non giovani”?
La realtà del movimento femminile racconta che le società hanno difficoltà a mettere insieme una squadra giovanile, per una miriade di ragioni probabilmente diverse tra loro. Quindi meglio un campionato di “non giovani” che veder ridurre i numeri. Così da poter annunciare all’inizio della prossima stagione uno “storico record di iscrizione in under 19”. Che sarà ovviamente seguito da un disarticolato pezzo nel quale viene spiegato quando sia in espansione il movimento.
Così una domanda, non era meglio chiamarlo: Campionato Under 21?
Buona Fortuna Futsal.