Il futsal italiano torna su YouTube

Dopo l’esperienza di FutsalTV, il calcio a 5 italiano riapre le porte del suo canale YouTube alle trasmissioni in diretta delle partite. Protagonista di queste prime due settimane della stagione il futsal femminile di Serie A. Un po’ di contesto storico. YouTube ha una portata globale enorme. Nel 2024, conta circa 2,5 miliardi di utenti in tutto il mondo. Ogni mese, oltre 2 miliardi di utenti loggati visitano la piattaforma. È il secondo motore di ricerca più grande e continua a crescere rapidamente.

Ogni giorno sulla piattaforma ci sono 122 milioni di utenti loggati. Questo per offrire a chi legge una misura dell’unità di grandezza. Nessun network digitale, tradizionale, ha una portata paragonabile a quella di YouTube. Da anni esistono strumenti indipendenti che permettono di misurare l’esatta metrica dei canali. Questi sono fatti e non sono in discussione.

Torniamo al calcio a 5 italiano.
Esordio con una sola partita, che nel suo momento di picco ha raccolto 400 spettatori. Un ottimo risultato anche in considerazione del fatto che non c’era nessun altro prodotto in concorrenza. Quando poi le partite sono risultate concomitanti il numero degli spettatori s’è stabilizzato nell’ordine del centinaio con picchi fino a 150, variabili a seconda del risultato dell’incontro.

YouTube permette il multiboxing cioè potete aprire diverse finestre del vostro browser e guardare più partite e sarete considerato giustamente uno spettatore per ognuna di esse, anche se voi siete sempre 1. Prendiamo però ogni spettatore come spettatore unico perché a livello di marketing conta quante volte siete sottoposto alla pubblicità presente nei video.

Anche volendo considerare 150 spettatori non come numero di picco ma come media stagionale, l’incremento nell’arco di 10 anni è stato di 50 spettatori. Cinque spettatori l’anno. C’è però da considerare l’assenza prolungata del prodotto italiano sulla piattaforma sebbene siano presenti molti incontri in diretta di futsal tutti i giorni, da ogni parte del globo.

Fossero anche 400 gli spettatori, di media per una trasmissione che va in onda una volta alla settimana, si tratterebbe di numeri minuscoli se confrontati con l’audience potenziale della piattaforma. Se poi si esaminano i numeri del prodotto una volta andato “offline” il quadro non migliora di certo.

Non è sui numeri di YouTube che mi voglio soffermare ma sui costi generati per ottenerli. Prendiamo in esame il miglior scenario possibile, tre gare tra le due migliori squadre della Serie A. Un mese di costi di gestione di due top team. Azzardiamo una cifra, sessantamila euro, nella quale per uno slancio di generosità includiamo i costi della messa in onda. Tre partite, 400 spettatori l’una. Milleduecento spettatori totali per la diretta. Il costo di produzione per ogni spettatore è 50 euro.

Uno centro di costo, non di ricavo. Segnale d’una condizione di sport minore, con una sua nicchia di pubblico che per quando possa essere numericamente limitata è sempre piuttosto vivace. Come accade spesso nelle comunità piccole soprattutto digitali. La questione da porsi è come uscire da quella bolla. Probabilmente però non c’è nessun interesse a farlo, perché questo fuSTal è soprattutto autoreferenzialità. Così per chiudere cito un uomo di quelli quasi d’altri tempi, uno schiavo d’un sogno: “LA risposta che mi do è che se alzi l’asticella in parecchi non hanno i mezzi per saltarla e quindi l’abbassano per poter stare seduti a tavola con gli altri.”

Di Elias Rowe

Elias Rowe writes about the things he loves to understand the world around him. His voice is calm, observational, and quietly ironic, always searching for meaning in the details.